Archivio

Serie A

Giorno di caos. Rinviata Parma-Udinese

Caso Parma, simbolo di un pallone che sta per sgonfiarsi

20 febbraio 2015, 15:45

Comunicazioni ufficiose, il Parma non si allena e l'Udinese addirittura non parte per Parma: più di una pista (e voci) portavano al rinvio. La Prefettura, dopo la riunione con il questore e il sindaco: Parma-Udinese, prevista domenica alle 15, si gioca. Ma a porte chiuse. Il motivo? Il Parma "non offre garanzie di servizio stewarding all'interno del Tardini, che pertanto non risulta un impianto a norma". Pochi minuti dopo il comunicato della Figc che chiude "la partita" in cui presidente della Figc Carlo Tavecchio ha disposto il rinvio di Parma-Udinese in programma domenica 22 febbraio allo stadio Tardini dopo "aver preso atto del provvedimento, con cui il Prefetto di Parma ha disposto che la gara possa svolgersi esclusivamente a porte chiuse; sentita l’Associazione Italiana Calciatori e l'Associazione Italiana Allenatori di Calcio che hanno espresso il disagio dei calciatori e degli allenatori di entrambe le squadre a giocare a porte chiuse; sentito il sindaco della città di Parma e d’intesa con il presidente della Lega Nazionale Professionisti Serie A". La data in cui sarà recuperata Parma-Udinese verrà poi fissata dalla Lega di serie A. 

Una giornata di caos

«Non ci sono i soldi per pagare gli steward domenica allo stadio? Da oggi non ci fa più credito nemmeno la farmacia per acquistare i medicinali per i giocatori e il medico è rimasto senza auto, pignorata dall’ufficiale giudiziario». A parlare è uno dei dipendenti del Parma Fc, le vere vittime di una vicenda che ora dopo ora diventa sempre più drammatica.
Il baratro del fallimento è ormai l’unica prospettiva rimasta dopo una giornata ancora senza bonifici e con in più il rinvio di Parma-Udinese, gara che era in programma domenica allo stadio Tardini. La decisione finale sul match è arrivata direttamente dal presidente della Figc Carlo Tavecchio. Il Prefetto di Parma aveva inizialmente dato l’autorizzazione a far giocare la partita a porte chiuse, ma il numero uno della Federcalcio ha deciso per lo stop definitivo dopo aver sentito, recita il comunicato ufficiale, «l'Associazione italiana calciatori e l'Associazione italiana allenatori di calcio, che hanno espresso il disagio dei calciatori e degli allenatori di entrambe le squadre a giocare a porte chiuse» e «sentito anche il sindaco della città di Parma». Già il primo cittadino M5s di Parma, sempre più centrale nella vicenda.
Dopo il summit di ieri sera a Roma con lo stesso Tavecchio e con il presidente di Lega Beretta, oggi Federico Pizzarotti ha incontrato prima il presidente crociato Giampietro Manenti, poi i giocatori ed infine in serata i dipendenti. «Avremo ogni giorno un tavolo di concertazione per monitorare l’andamento della situazione perchè ora nessuno può nascondere che il momento è critico. Il vaso è colmo - ha detto Pizzarotti - Le garanzie di Manenti? Nessuna garanzia. A parole sono state dette le stesse cose dei giorni scorsi, ma le parole non sono utili a pagare i conti. Troppi i punti oscuri».
Talmente oscuri che Pizzarotti nel primo pomeriggio si è recato negli uffici della Procura della Repubblica di Parma assieme ai legali della Figc. Un incontro con i pm che hanno aperto il fascicolo per fallimento (udienza fissata il 19 marzo prossimo) per avere chiarimenti sui tempi tecnici dell’iter giudiziario, insomma capire quanto tempo è ancora a disposizione per tentare l’impresa disperata di salvare il club. Salvataggio che ormai, è evidente, non passa più da Giampietro Manenti.
Questa mattina il massimo dirigente gialloblù, dopo avere incontrato sindaco e giocatori, aveva in programma il primo consiglio di amministrazione di Eventi Sportivi spa e Parma Fc. All’appello però non ha risposto nessuno. Negli uffici di Collecchio non si sono presentati i soci di minoranza, a partire dai rappresentanti della Energy T.I Group (che hanno chiesto il commissariamento del club), ma nemmeno i più fedeli collaboratori di Manenti, come Fiorenzo Alborghetti e l’ormai ex socia della Mapi Group Isabella Camporesi. «Ma noi vogliamo comunque salvare la società - ha detto il capitano della squadra Alessandro Lucarelli - Manenti? Deve trovare il tempo e il denaro per salvare il Parma, altrimenti dovrebbe dire al sindaco e a chi di dovere che non ce la fa e dovrebbe farsi da parte». Ma il numero uno crociato saprà fare un gesto del genere dopo tante inutili parole?.