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il caso

Parma, simbolo di un pallone che sta per sgonfiarsi

di Franco Zuccalà / Italpress

20 febbraio 2015, 20:21

Parma, simbolo di un pallone che sta per  sgonfiarsi

Le note della marcia trionfale dell’Aida, che una volta accompagnavano le importanti gesta calcistiche del Parma, ultimamente hanno risuonato in maniera sempre più sgangherata fra le tribune vuote del Tardini, dove la partita con l'Udinese non si giocherà perchè non ci sono i soldi per pagare gli stewards...A prescindere da come finirà la vicenda gialloblu, si tratta di un segnale molto eloquente di come si stia sbriciolando il mondo del calcio. Intendiamoci: chi segue da quasi sessant'anni le vicende pallonare sa benissimo che questo è un mondo di bricconi spesso simpatici, a volte con la fedina penale non troppo pulita, che cercano di approfittare della popolarità di questo sport per fare i propri interessi politici o economici. Non sarebbe la prima volta, se una società un tempo opulenta come il Parma, fallisse. Alcuni club sono usciti in passato dalla porta e sono rientrati dalla finestra. Quella gialloblu era una bella piazza, rappresentante della ricca provincia emiliana. E’ stata ridotta in povertà da gente che ne ha combinate parecchie: false fatturazioni, spese folli ecc. Con la maglia crociata hanno giocato i Buffon, i Taffarel, gli Stoichkov, Asprilla, gli Zola e tanti altri campioni che hanno ottenuto anche vittorie europee. Tempi lontani, quando allenavano Scala, Sacchi ecc. Ora è cambiato panorama. La federazione e soprattutto la Lega si stanno preoccupando di quello che sta succedendo non già per una questione morale, bensì perchè è in gioco la "regolarità del campionato". Già, la "regolarità" del campionato, un prodotto da vendere alle tv con garanzie minime di credibilità, altrimenti non ci crede più nessuno. I tribunali indagano sulle malefatte di chi ha arrangiato risultati e sulle bande straniere (ma anche nostrane) che hanno fatto il bello e il cattivo tempo nel mondo delle scommesse clandestine. Ora il Parma sta "inquinando" il campionato. Anche se ha strappato punti pesanti a Roma, Cagliari (uno) e Fiorentina, Inter, Chievo (tre). Cioè cinque club che hanno perso in tutto undici punti (in classifica -1 di penalizzazione): tutti gli altri hanno vinto, contro i gialloblu di Donadoni. Il Parma ha finora messo a referto 48 giocatori, fra gente scesa in campo e andata in panchina. Della formazione originaria, sono rimasti in pochi, mentre parecchi - fra i quali Cassano, Paletta, Amauri, Felipe, De Ceglie, ecc. - hanno tagliato la corda. "Crisantemo" Donadoni ha dato dimostrazione di grande serietà rimanendo in plancia di comando nonostante i marosi. Coloro che hanno perso punti (pochi, come abbiamo visto) contro i gialloblu si strappano le vesti, altri temono di poter perdere terreno proprio contro la derelitta formazione di Donadoni. Devono affrontarla ancora, oltre all’Udinese - che all’andata aveva vinto 4-2, squadre in corsa per le posizioni di testa fra cui Juve, Napoli ecc. e altre che devono salvarsi. La "mina vagante" Parma potrebbe affossarne qualcuna, o quantomeno procurarle danni.
La Lega e loro signori che ora son preoccupati, quindi, ma conoscevano da tempo la situazione del club e non hanno avuto molto da ridire quando i primi avventurieri si sono avvicendati (anche se per poche ore) al timone gialloblu, avendo meno soldi di quanti ne abbiamo in tasca solitamente noi poveri mortali: petrolieri, finanzieri, sedicenti imprenditori del piffero ecc. Adesso, tutti in fibrillazione; molti (comandanti palesi o occulti) non capiscono di aver fatto il loro tempo. In Italia, lo sappiamo, non si dimette mai nessuno. La verità è che ai vertici del calcio, ci sono personaggi poco lungimiranti che - se va bene - non hanno visto mai un pallone e se ne prendono uno in mano, temono che esploda. Ma non abbiano timori: non scoppierà, il pallone, ma si sgonfierà e anche i loro lauti introiti evaporeranno...