Archivio

Strajè

Una valigia per due: famiglie "in fuga"

Nel 2013 sono stati circa 95 mila gli italiani emigrati, circa il 55% di più rispetto al 2011. Tanti anche i parmigiani che si sono trasferiti nel nord Europa, negli States o in Australia

di Margherita Portelli

12 marzo 2015, 19:11

Una valigia per due: famiglie

A fuggire non sono solo i cervelli. La decisione di fare fagotto e cominciare una nuova vita lontano da casa, magari in un’altra nazione o addirittura dall’altra parte dell’oceano, interessa un numero sempre maggiore di italiani: giovanissimi freschi di studi e pensionati alla ricerca di un luogo in cui trascorrere una vecchiaia più serena, certamente, ma anche famiglie e coppie che prendono la decisione di partire insieme e ricostruire la propria vita lontano. Nuclei più o meno estesi che fanno i bagagli e via: nuova lingua, nuovo lavoro, nuova casa, nuovi costumi. Una sfida che, talvolta, è la realizzazione di un sogno tirato fuori dal famoso cassetto e, in altri casi, è semplicemente l’unica alternativa. Nel 2013, secondo i dati dell’Anagrafe italiani residenti all’estero, sono stati circa 95 mila gli italiani emigrati, circa il 55% di più rispetto al 2011. Si può parlare, quindi, di un vero e proprio boom, che porta un numero sempre maggiore di famiglie ad allontanarsi dal proprio paese d’origine, spesso spinte dalla volontà di dare un futuro migliore ai propri figli e dalla consapevolezza che questo, in Italia, ad oggi è più difficile. Se ne vanno operai, artigiani, professionisti, ingegneri, insegnanti. Si parte a venti come a trenta o a quarant’anni: non c’è distinzione di classe o di età. Tanti anche i nostri concittadini che partono da Parma e dalla provincia per il nord Europa, l’America, l’Australia. Ne abbiamo intervistati alcuni, cercando di capire le ragioni delle scelte che li hanno spinti a trasferirsi, le aspettative che li accompagnano, i problemi da risolvere e le speranze da rincorrere. Storie diverse, di coppie e famiglie che hanno scelto paesi lontani per ragioni differenti, ma che terminano tutte con le stesse parole: di tornare in Italia, al momento, non se ne parla. 

Le storie degli strajè sono correlati a questo articolo 

© RIPRODUZIONE RISERVATA