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Bardi

Da New York 35 mila euro per San Michele

L'incontro con i bardigiani d'America. Successo dell'iniziativa pro tempio di Gravago. Zazzera: è bello vedere che la comunità è unita

di Erika Martorana

16 marzo 2015, 19:28

Da New York 35 mila euro per San Michele

Gravagotti, emigranti, amici: è stata davvero straordinaria la mobilitazione per la chiesa di San Michele, che ha permesso di raccogliere, sinora, ben 35 mila euro. Ma andiamo con ordine. Situata a Monastero di Gravago, la struttura, negli ultimi anni, aveva subito gravi lesioni, in particolare, all’arcata interna dell’abside e a parti della pavimentazione, che, sul finire del 2012, avevano portato all’inevitabile ordinanza di chiusura della struttura da parte del sindaco. Da qui, il grande dispiacere dei residenti, da sempre legatissimi ad un luogo di culto da essi ritenuto di vitale importanza, in quanto teatro dei momenti più belli delle propria vita (qui sono stati celebrati migliaia di battesimi, prime comunioni, cresime e matrimoni da favola), aveva spinto i cittadini dell’intera Val Noveglia a riunire le forze, cercando una soluzione valida ed efficiente che potesse porre fine ai problemi strutturali dell’antica chiesa. Dopo alcuni lavori, nel 2014, l’edificio religioso è stato riaperto, ma, dato il persistere di diverse parti danneggiate, la zona dell’abside è rimasta chiusa al pubblico. L’estate precedente alla riapertura, tra una chiacchierata ed un’altra tra residenti ed emigranti americani che, con grande piacere, avevano fatto ritorno, come di consueto, nel territorio bardigiano, la questione relativa allo stato della chiesa aveva fatto nascere un vero e proprio connubio tra italiani e italo-americani che, insieme, avevano deciso di entrare in azione in favore della «rinascita» della loro tanto amata San Michele, dando vita al comitato «Gli amici della Chiesa di Monastero» (di cui fanno parte Gino Barbuti, Angela Musco Barbuti, Joseph Bertorelli, Anna Bertorelli, Denise Cappellini, Norma Bonaiuto, Anna e Dorino Civetta, Anita Costa, Luciano, Maria e Peter Sbuttoni, Maria Scarimbolo, Gamil e Maria Soury, Mary e Rose Villani, Luciano e Laura Zazzera). Proprio con questo scopo, alcuni giorni fa, i rappresentanti della Val Noveglia, capitanati dall’irriducibile Luciano Zazzera e dal sindaco bardigiano Valentina Pontremoli, si sono diretti a New York per un gran galà benefico all’insegna di Monastero e della sua incantevole chiesa. «L’obiettivo di questo valoroso appuntamento - ha dichiarato il portavoce del Comitato, Luciano Zazzera - è stato quello di ritrovarsi tutti insieme ed, attraverso questo speciale «Benefit Dinner Dance», cercare di aiutare la chiesa di Monastero. Non avremmo mai pensato di poter arrivare a tanto, in ogni caso. Siamo riusciti a raggiungere una cifra davvero ragguardevole che - ha aggiunto - tra l’altro è in continua crescita grazie ad altre donazioni ancora in corso».
«Abbiamo organizzato questa festa proprio a New York- ha continuato - in quanto la nostra comunità ha avuto una grande migrazione prima in California e poi soprattutto a New York. Alla festa, che si è tenuta presso il ristorante “Riccardo’s” - ha spiegato Zazzera - hanno preso parte ben 250 persone, e, tra l’altro, chi non è potuto essere presente perché impossibilitato, ha comunque fatto delle importanti offerte: tra le donazioni molte sono state fatte da ebrei, tante dai nostri italiani, da emigranti ed amici, una addirittura dalla sorella del presidente della Repubblica di Haiti!». «Tra i presenti del Bardigiano- ha raccontato Zazzera - vi eravamo, oltre a me, Giacomo Speroni, Silvana Lampredi, Tommaso Solari e il sindaco Valentina Pontremoli. Per quanto riguarda gli americani, in tantissimi sono arrivati anche da Boston, molti non sono nemmeno riusciti a tornare a casa per la neve che scendeva ma questo non li impensieriva, perché l’amore per il loro paese d’origine valeva più di qualunque altro problema». «Appena sono entrato in quella magnifica sala - ha aggiunto il portavoce del comitato - ho ripensato allo slogan della prima festa di Sant’Anna, nell’‘82: “C’è una festa preparata da una fata innamorata”. Era tutto perfetto. Abbiamo mangiato - ha proseguito-, abbiamo ballato, abbiamo persino organizzato una lotteria benefica; non possiamo che essere molto soddisfatti: questo denaro servirà per la nostra chiesa ed è un grande orgoglio sapere di avere una comunità così comprensiva, generosa nelle difficoltà e così legata alle sue origini».