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lavori pubblici

Scuola Europea: il Comune recede dal contratto

La decisione dopo due anni di stop del cantiere. Il liquidatore di Stu authority Nicola Rinaldi: «A questo punto era l'unica via percorribile»

di Beppe Facchini

21 marzo 2015, 18:37

Scuola Europea: il Comune recede dal contratto

Recesso del contratto di appalto. Ecco la soluzione trovata dal comune di Parma per sbloccare il cantiere della Scuola per l’Europa, fermo da agosto 2013 non tanto per i mancati pagamenti dell’ente o di Stu Authority, quantom a dire dell'ente, per i ritardi dell’Ati appaltatrice composta da Co.Ge e Unieco.
Stando a quanto stabilito nel contratto iniziale, l’associazione temporanea di imprese avrebbe dovuto terminare l’opera (importo complessivo di 29,6 milioni di euro) utilizzando 7 milioni provenienti dalla vendita dell’ex scuola Pascoli, in via Saffi, attuale sede provvisoria dell’istituto. Vendita che però non è mai riuscita, allungando i tempi del cantiere e costringendo il Comune ad una decisione netta. «Adesso inizia un nuovo percorso per uscire da questa fase di stallo -commenta il sindaco, Federico Pizzarotti -. Noi siamo stati sempre in prima linea in questa vicenda coinvolgendo anche Regione, il premier Renzi e il ministro Delrio, ma adesso l’attesa non è più procrastinabile». Bisogna andare avanti, insomma, con l’obiettivo di completare i lavori «entro la fine del mandato», il che significherebbe comunque un ritardo di 5 anni rispetto ai tempi iniziali, che prevedevano l'apertura della nuova struttura per l'anno scolastico 2012-2013.
Il piano del Comune è ora quello di trovare un accordo col cda della Scuola Europea, già messo al corrente della situazione, cedendo alla stessa il diritto di proprietà o di superficie una parte del nuovo complesso, in modo da reperire i fondi necessari per terminare il cantiere. Un cantiere completato già all’85% secondo Nicola Rinaldi, liquidatore di Stu Authority (ente appaltatore) che definisce quella appena imboccata «l’unica via percorribile». «Non è un momento per festeggiare, perché se siamo arrivati a questo punto vuol dire che qualcosa non è andato a buon fine, ma comunque abbiamo una strategia per finire la scuola» - sottolinea invece l’assessore al Bilancio, Marco Ferretti, spiegando, inoltre, che in attesa di novità positive mai pervenute dall’Ati, il Comune si era già attivato tramite l’Agenzia del territorio per redigere una perizia sull’area da circa un migliaio di metri quadrati, con auditorium da 320 posti, un atrio, uffici e uno spazio pensato per biblioteca o laboratori, sulla quale il cda della scuola avrebbe già confermato il proprio interesse.
Un’area con valore commerciale di mercato in grado di coprire le spese e con spazi che potranno essere utilizzati anche per attività istituzionali dell’ente. Nel quadro economico iniziale, ricorda poi Ferretti, era stato incredibilmente escluso l’acquisto del terreno su cui sorgerà l’opera, costringendo l’ente, nel dicembre 2013, ad accendere «un mutuo da 4 milioni e mezzo acceso con la Cassa Depositi e prestiti». La permuta dell’ex Pascoli, conclude Rinaldi, «resta comunque in piedi per remunerare all’impresa quanto già fatto, al netto delle penali per il recesso».