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PGN SCUOLA

Al Giordani si «lavora» per diventare tecnico e operatore sociosanitario

di Margherita Portelli

25 marzo 2015, 20:43

Al Giordani si «lavora» per diventare tecnico  e operatore sociosanitario

L’alternanza scuola lavoro al «Giordani» non è solo un modo di dire. Da un paio d’anni, nelle aule della succursale di via Bandini, buona parte degli studenti di 4 quarte e 4 quinte sono impegnati in un progetto che si basa su un percorso parallelo e integrato, che coniuga il diploma statale di tecnico dei servizi sociosanitari alla qualifica regionale di operatore sociosanitario.
La qualifica di oss, indispensabile per entrare in struttura, garantisce ai ragazzi una preparazione più solida e lo sviluppo di una più ampia possibilità di sbocchi professionali.
«Questo corso regionale richiederebbe mille ore complessive di frequenza - illustra l’insegnante di psicologia e responsabile del progetto, Marina Protti -; questo progetto, grazie ad una serie di crediti, permette di abbreviare il percorso, che per i ragazzi si concentra in 10 pomeriggi di lezione frontale in
quarta (più uno stage operativo in struttura sociale), e altrettanti pomeriggi di lezione durante e immediatamente dopo l’anno del diploma (più uno stage operativo di tipo sanitario).
«L’alternanza scuola lavoro è una metodologia ritenuta centrale nella didattica, si tratta di un’apertura privilegiata al mondo del lavoro - continua la prof, illustrando l’esperienza pilota -. Abbiamo avviato il progetto nel 2013 e ci sono ragazzi, ora in quinta, che stanno affrontando il secondo anno. Sono già un centinaio gli studenti che hanno aderito, la stragrande maggioranza dei ragazzi delle classi a cui l’abbiamo proposto, ma chi non ha aderito non ha dovuto rinunciare all’alternanza scuola lavoro. Loro, infatti, frequenteranno uno stage nell’area socio educativa e saranno impegnati in un’attività pomeridiana di formazione alla ricerca sociale, grazie ad un progetto della Fondazione Cariparma». Franca Egaddi, coordinatrice del distaccamento di via Bandini del «Giordani», pone l’accento sull’aspetto particolarmente qualificante della «scelta compiuta autonomamente e in maniera consapevole dai ragazzi».
«E questo è fondamentale, visto che gli studenti si formano per professioni senz’altro delicate, basate sulle relazioni d’aiuto» aggiunge Antonia Tondo, insegnante che, insieme alla collega Isabella Lonetti, fa parte del gruppo di progetto.