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SCUOLA

I ragazzi del Melloni: «Mafia? Noi cosa possiamo fare?»

08 aprile 2015, 20:06

I ragazzi del Melloni: «Mafia?  Noi cosa possiamo fare?»

ALINA COSTIN
STUDENTESSA DELLA TERZA C RIM

L’istituto Macedonio Melloni di Parma ha incontrato Enrico Gotti, collaboratore della Gazzetta di Parma e autore del libro «Un’estate più forte del silenzio». Scritto insieme a Gianluca Foglia, nome d’arte «Fogliazza», autore satirico, illustratore e autore teatrale. Pubblicato dalla casa editrice Ediesse nel settembre 2014. Il libro, scritto in forma fiabesca, racconta la quinta edizione del campo di Libera, tenuto in un bene confiscato alla mafia a Salsomaggiore nel luglio 2014, con le illustrazioni di Fogliazza. Il bene confiscato, situato vicino Salsomaggiore in località Millepioppi, consiste in un appezzamento di terreno di circa 10 ettari e due edifici, un fabbricatello attualmente utilizzato come astanteria per animali selvatici che poi verranno restituiti alla libertà e una casa rurale che, una volta ristrutturata, diventerà sede del Parco e del Cras (Centro recupero animali selvatici). Primo libro contro la mafia pubblicato a Parma racconta di una lotta che unisce le generazioni contro il silenzio imposto dai boss.
Oltre al racconto, il volume, è corredato da un diario, con una parte sulle ingerenze mafiose a Parma e alcune le testimonianze di giovani partecipanti al campo del Cras. A illustrare il tutto sono i disegni di Fogliazza. Questo volume è indirizzato principalmente alle nuove generazioni, perché, come sostiene l’illustratore Gianluca Foglia: «o scommettiamo tutto su di loro o è una scommessa persa». Non è un caso, infatti, che il protagonista del racconto sia un bambino, che non ha voce in capitolo, «simbolo della mafia che sopprime la speranza e anche la voce», quasi a raccontare una fase di assopimento della città di Parma nei confronti di un fenomeno corrosivo e dilagante anche per il Nord Italia. «La gente sa come funzionano le cose - spiega Gotti - perché quando la mafia è a cento passi da casa, come diceva Peppino Impastato, molte cose si sanno anche se non si hanno le conferme, la voce gira. Per questo quando è stata pubblicata l’inchiesta la città non è rimasta scioccata, come poteva succedere tempo fa».
«Mi piacerebbe - si augura Gotti - che questo libro potesse essere letto nelle scuole». Perché anche altri giovani possano chiedersi: «Io cosa posso fare?». La risposta è: bisogna informarsi, informare gli altri, e invece di tacere tutto, denunciare e agire».