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VOLONTARIATO

Santa Chiara, regalare un futuro alle mamme in difficoltà

di Maria Grazia Marinucci

16 aprile 2015, 08:59

Santa Chiara,  regalare un futuro alle mamme in difficoltà

Creare occasioni di incontro, mettere in contatto con la realtà esterna, costruire un percorso di vita che porti all’autonomia e al superamento di una fase difficile della propria esistenza. E’ questo lo scopo della Casa di accoglienza Santa Chiara di Parma ed è con questo obiettivo che quotidianamente si impegna a favorire l’accoglienza e il supporto di tante mamme in condizioni di disagio sociale, economico o familiare.
Allo stesso modo l’iniziativa dal titolo «Una mano, una zampa, un’amicizia da costruire» che si è svolta presso la sede del centro, in borgo Padre Onorio, ha avuto come scopo quello di mettere in relazione le famiglie aprendo le porte a una classe della scuola primaria De La Salle e ai genitori dei bambini. Un pomeriggio dedicato al valore delle relazioni e dell’accoglienza,
fatto di giochi, narrazioni e attività con gli animali perché proprio attraverso loro si può imparare a comunicare, ascoltare e accogliere l’altro. A guidare bambini e genitori in questo percorso è stata Sara De Rossi, operatrice de l’«Arca di Sara», che si occupa di educazione assistita con gli animali, sensibilizzazione al contatto con la natura e «pet therapy» relazionale integrata.
«Per questo incontro - ha spiegato Sara - ho scelto di portare con me un coniglio, un gatto e un serpente. Lo scopo, attraverso giochi, narrazioni e avvicinamento agli animali, è quello di far capire a piccoli e grandi quanto sia importante fare attenzione all’uso delle parole e del corpo quando ci si relaziona con un animale». Allo stesso tempo si educa alla comunicazione, si cerca di trasmettere il valore delle relazioni e l’importanza dell’accoglienza e dell’ascolto tra le persone, principi fondamentali per integrarsi e aprirsi agli altri.
«Attraverso iniziative come questa - ha spiegato Maria Cantarelli responsabile del centro Santa Chiara - vogliamo creare occasioni di incontro tra le mamme che ospitiamo e la realtà esterna. In questo modo, con i loro bambini, si sentiranno parte del territorio in cui vogliono riprogettare la loro vita e potranno creare legami che le aiutino a integrarsi nel tessuto sociale». Le donne ospiti della casa di accoglienza, infatti, portano avanti un progetto di vita e grazie al prezioso lavoro delle educatrici e delle operatrici, aiutate dai volontari, vengono accompagnate in un percorso che ha come scopo quello di renderle autonome. «Sono tante le mamme che si sono realizzate - ha raccontato la Cantarelli -, le abbiamo aiutate a trovare un lavoro e poi sono riuscite a trasferirsi in una casa lo ro. Oggi vivono serenamente, hanno superato le difficoltà e tornano a trovarci con il sorriso sulle labbra».
Traguardi che danno speranza alle donne attualmente ospiti del centro Santa Chiara. Tra loro c’è anche Germaine, una giovane mamma di 25 anni della Repubblica Domenicana, sposata con ragazzo italiano che purtroppo ora non può starle vicino: «Sono arrivata qui pochi mesi fa - racconta la ragazza - e mi sono ritrovata sola all’improvviso con un bimbo che stava per nascere. Adesso seguo il corso di cucina e quello di italiano offerti dalla casa di accoglienza, insieme all’educatrice cerco un lavoro e spero di diventare autonoma molto presto».
Germaine ha un sorriso radioso mentre parla del suo futuro, la voglia di mettersi in gioco non le manca e si capisce da come si congeda: «Ho un altro figlio di 5 anni che purtroppo non ho potuto portare con me, questo è quello che mi spezza il cuore e mi fa soffrire di più, ma mi impegno ogni giorno per riunire la mia famiglia e vivere felice con i miei figli».