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I giovani hanno fiducia nel "modello Olivetti"

Porta, Bertolucci, Marconi, Melloni e Gadda: Economia e etica

di Margherita Portelli

18 aprile 2015, 21:09

I giovani hanno fiducia nel

Alcuni ragazzi lo chiamano semplicemente «Adriano». Senza nemmeno rendersene conto, gli studenti delle sei scuole coinvolte nel convegno «A partire da Adriano Olivetti» - andato in scena sabato nell’aula magna del «Bodoni» - si ritagliano una piccola confidenza che la dice lunga sul grado di affezione al personaggio. Nella tavola rotonda che ha visto coinvolti alcuni rappresentanti dei licei «Porta», «Bertolucci» e «Marconi», e degli istituti «Giordani», «Melloni» e «Gadda», c’è stato spazio per le considerazioni e le riflessioni dei più giovani, a conclusione di un percorso sulla figura del grande imprenditore che ciascuna scuola ha affrontato nel corso di alcuni mesi. Nel cuore del grande evento organizzato da «Associazione Etica Sviluppo Ambiente Adriano Olivetti» e da «Chiesi Foundation», a catturare l’attenzione della platea sono stati proprio i ragazzi. «Olivetti aveva costruito un’azienda a misura di dipendente, un esempio di fabbrica nuova, unica al mondo - hanno sottolineato Marsella Dondi e Giulio Michiara, del liceo delle scienze umane «Porta» -; in questo ci è sembrato quasi un attivista pedagogico, in grado di sviluppare idee nuove, come Maria Montessori e Zygmunt Bauman». «Disponibilità, altruismo, umiltà, capacità organizzativa: ecco alcune delle doti che lo hanno reso un imprenditore nuovo» ha aggiunto Laura Avanzini, del «Giordani». Sul concetto di bellezza hanno insistito anche i ragazzi del «Marconi». «Quella capacità di valorizzare le competenze, la creatività, le diversità - ha spiegato Angelica Vanini - costituiscono una visione estetica. Olivetti ha anticipato di oltre mezzo secolo quanto poi realizzato in aziende come Facebook e Google». «La dignità e la felicità dei dipendenti era al centro - ha aggiunto Giuseppe Fontana, del «Bertolucci» -: in lui abbiamo letto un concetto di famiglia allargata, sostenuto dall’etica che si fa largo sul luogo di lavoro. Non dimentichiamoci che Adriano è stato particolarmente coraggioso, perché ha sviluppato queste idee durante il fascismo e la dittatura. È con il suo spirito che vogliamo affrontare l’alternanza scuola lavoro». Più stage, più visite aziendali, più contatti con l’esterno: sono i desideri di cui si è fatta portavoce Consuelo Fava, del «Melloni». «Da un sondaggio che ha coinvolto quattro classi quinte composte da 80 studenti, è emerso che il 64% di noi crede che il modello di Olivetti sia riproponibile nell’attuale situazione socioeconomica» ha aggiunto. A chiudere il cerchio di interventi ci ha pensato Luna El Maataoui, del «Gadda» di Fornovo. «Abbiamo guardato all’azienda di Olivetti come a un’impresa stakeholder oriented, secondo i più recenti canoni di responsabilità sociale - ha spiegato -. L’economia non sta in piedi senza etica».