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Intesa Sanpaolo incorpora Banca Monte. Il marchio resta

18 aprile 2015, 22:14

Intesa Sanpaolo incorpora Banca Monte. Il marchio resta

Il piano di riorganizzazione di Intesa Sanpaolo è già in atto da tempo e ora si aggiunge un nuovo importante tassello che riguarda da vicino il nostro territorio. Ieri, infatti, sono stati depositati presso il Registro delle Imprese di Torino i progetti di fusione per incorporazione di Banca Monte Parma (controllata al 98%) e di Banca di Trento e Bolzano (controllata al 90%) in Intesa Sanpaolo: un passaggio possibile viste le autorizzazioni rilasciate dalla Banca d'Italia. La notizia si sapeva già da mesi: «Entro la fine del 2016 dieci banche delle sedici controllate da Intesa Sanpaolo verranno incorporate nella capogruppo». Tra queste, appunto l'istituto di Palazzo Sanvitale. Ma quel che non si sapeva con certezza e che invece è stato annunciato ieri dal gruppo Intesa Sanpaolo, è che «il marchio Banca Monte resta, perché fortemente radicato al territorio». Questo avverrà in alcune fusioni previste dal piano, ma non in tutte. A chi chiede cosa cambia ora per i clienti di Banca Monte, il primo gruppo bancario italiano assicura che «nella pratica quotidiana non cambierà nulla, anche dal punto di vista occupazionale».
«I progetti di fusione - si legge in una nota - erano state approvate dal Consiglio di gestione della banca, lo scorso 19 dicembre per Banca di Trento e Bolzano e il 27 gennaio per Banca Monte. Le due operazioni saranno ora sottoposte all’approvazione del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo. Quanto precede fatta salva la possibilità per i soci di Intesa Sanpaolo, che rappresentino almeno il 5% del capitale sociale, di chiedere che le decisioni da parte di Intesa Sanpaolo siano adottate dall’Assemblea straordinaria.
Cà de Sass ha acquisito il pacchetto di maggioranza dell'istituto di credito parmigiano nel 2011, mentre è recente la cessione delle quote residue che ancora appartenevano alla Fondazione Monteparma (10%) e alla Fondazione di Piacenza e Vigevano (10%)».
La piccola rivoluzione voluta dall'amministratore delegato Carlo Messina ha obiettivi ambiziosi che ridisegnano la Banca dei Territori. La nuova rete delle filiali è rivolta a 11 milioni di clienti, suddivisa in tre filiere (imprese, personal e retail) e governata da 380 nuove aree commerciali. Secondo quanto ha dichiarato al Sole 24 Ore dal responsabile dell'area sales e marketing del gruppo, Stefano Barrese, «la riorganizzazione porterà a una maggiore focalizzazione dei servizi». Intanto hanno debuttato 1.000 nuovi direttori «che - spiegano da Intesa Sanpaolo - avranno il compito di valorizzare le professionalità, a partire dalle 2 mila persone che assumeranno con il piano di riorganizzazione, ruoli di maggiore responsabilità. In tutto questo è bene sottolineare che non ci saranno esuberi».P.Gin.