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Il laghetto è sporco? Ci pensa l'Enpa

La presidente Gialdi: «E' necessario perche' a differenza delle altre citta' il comune non provvede»

20 aprile 2015, 22:10

Il laghetto è sporco? Ci pensa l'Enpa

Lo slogan potrebbe essere questo: «Ami Parma se...ami il suo laghetto». Uno slogan utile per salvaguardare un angolo della città che è sempre più maltrattato e trascurato. Quel lago del Parco Ducale, che fa parte della memoria storica dei parmigiani, soffre di sporcizia e di animali morti: un degrado non solo visivo, ma pure olfattivo. Meno male che ci sono i volontari dell'Enpa, gli stessi che mercoledì armati di retini e sacchi neri sono andati al Parco Ducale per ripulire il laghetto: «Che degli animali da tempo stanziati nell'isolotto del laghetto del Parco Ducale si occupi da troppo tempo Enpa è un dato di fatto - spiega la presidente dell'Enpa Lella Gialdi -, ma un dato di fatto resosi necessario perché il Comune non provvede, a differenza di quello che fanno tanti altri comuni italiani, a gestire gli animali che vivono in parchi e giardini pubblici tramite un dipendente pagato e necessariamente preparato. Con rammarico gli amici del laghetto ricordano il rimpianto operatore Gabriele che fino alla sua scomparsa ha dimostrato amore e dedizione per il suo ruolo. Per rispondere allo stato di necessità di questi animali Enpa se ne sta facendo totalmente carico, assumendosi anche l'onere della loro alimentazione e delle le cure necessarie. Ma non solo».
Ed eccoci al punto. Sono proprio i ragazzi dell'Ente protezione animali che mercoledì pomeriggio si sono dati appuntamento all'entrata del Parco da viale Pasini per ripulire il laghetto dai rifiuti stagnanti e persino da animali morti. Una questione non solo di tutela ambientale, ma anche di igiene pubblica: «Da tempo i volontari nei momenti liberi dal lavoro si stanno impegnando nella pulizia delle acque, rimuovendo quello che l'incuria e l'inciviltà producono lordando un luogo che è parte integrante del vissuto dei parmigiani e della storia artistica della nostra città - continua la Gialdi -. Così, dopo un impegno frequente quanto silenzioso, giovani volontari dell'associazione mercoledì scorso, con tanto di reti e sacchi presto riempiti di ogni possibile oggetto galleggiante hanno voluto rendersi visibili e ufficializzare la loro attività, indossando le pettorine per essere ben individuati. Il dialogo con i tanti visitatori è stato immediato e spontaneo e l' occasione per creare educazione è stata colta dalla volontaria Cristina, maestra d'asilo, che ha incantato alcuni bambini fornendo in modo coinvolgente tante notizie sulle varie specie che vivono dentro e fuori dell'acqua e stimolando al rispetto che è loro dovuto. Perché solo una vera educazione al rispetto potrà far sì non si ripetano più i tragici atti di uccisione, crudeltà e maltrattamento che hanno tristemente caratterizzato gli ultimi tempi». Alla fine, un appello ai cittadini affinché «ci sia un impegno collettivo per dare sicurezza e rispetto a questo luogo incantato - conclude la Gialdi -, creando spontanei gruppi di vigilanza, avvertendo in caso di necessità la polizia municipale o le forze dell'ordine. Chi fosse interessato potrà telefonare alla sede di Enpa il giovedì pomeriggio (0521.992519) offrendo la propria disponibilità. Un atto d'amore e di civiltà che può coinvolgere gli abituali frequentatori e fare di una semplice passeggiata l'occasione per osservare e prevenire, ma anche segnalare e stimolare le istituzioni Un primo passo per un progetto più ambizioso che Enpa sta studiando per creare occasioni di incontro, di conoscenza e di amore verso un patrimonio ecologico e artistico da preservare e ammirare. Un impegno molto gravoso che dovrebbe essere sostenuto anche economicamente dal Comune, cui compete la responsabilità del benessere degli animali del territorio». M.V.