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Dal Ventennio alla Repubblica: il Romagnosi diventa un libro

di Luca Molinari

15 maggio 2015, 19:13

Dal Ventennio alla Repubblica: il Romagnosi diventa un libro

Gli scritti giovanili della 3ªB - la mitica “classe dei giornalisti” (Baldassarre Molossi, Giorgio Torelli, Luca Goldoni, Luigi Bonardi, alias Luigi Malerba) - le vicende di docenti, presidi e studenti che hanno fatto la storia di Parma (tra questi Ferdinando Bernini, poi deputato alla Costituente e don Giuseppe Cavalli), foto d’epoca, manoscritti e altro materiale unico. Il secondo volume che racconta la storia del Romagnosi - dal Ventennio alla Repubblica (edito da Diabasis) – è un mix tra documentazione e testimonianze di chi ha vissuto quel periodo.
Presentato nell’aula magna del liceo alla presenza, tra gli altri, delle due autrici, Rosanna Greci e Silvia Schiavenza, del dirigente scolastico Guido Campanini, di Isa Guastalla, ex allieva e storica insegnante di lettere e di Paolo Andrei, presidente della Fondazione Cariparma – il libro intreccia le vicende del Romagnosi a quelle della storia di Parma e d’Italia. «Questo volume – ha spiegato Silvia Schiavenza – è frutto di oltre 5 anni di lavoro. Ci siamo recate negli archivi e abbiamo raccolto numerose testimonianze per ricostruire la vita del Romagnosi e legare la sua storia con quella della nazione».
Parole ribadite da Rosanna Greci. «Il lavoro più difficile – ha sottolineato – è stato quello di incrociare i vari materiali raccolti facendo emergere la vivacità del mondo della scuola di quel tempo. Abbiamo privilegiato i diari, le memorie e gli articoli». Il libro è ricchissimo di curiosità e testimonianze. «Ci sono gli scritti di Goldoni e Molossi sui giornalini del tempo – hanno precisato le autrici –. Curioso anche il racconto di Torelli sulle sfilate degli alunni volute dal professore di ginnastica, convinto fascista. Il giornalista racconta che, per fare in modo che si sentisse il passo marziale, il professore esigeva che gli studenti indossassero scarpe con punta e tacco di metallo».
Guido Campanini ha aggiunto che «questo il secondo volume (il primo ripercorreva il periodo dal 1860 al 1922), stampato grazie a un finanziamento della Fondazione Cariparma è un lavoro prezioso, molto piacevole da leggere».
Secondo Isa Guastalla «il libro è organizzato con intelligenza perché nella microstoria del Romagnosi si inserisce la storia più vasta dell’Italia del tempo». Gabriella Manelli, presidente dell’associazione Allievi del liceo Romagnosi, nell’introduzione ha sottolineato il valore del volume, rimarcando che «dalla scuola sgorga la corrente che può rigenerare la nazione».
«Tramandare la memoria è fondamentale – ha osservato Paolo Andrei –. Abbiamo aderito al progetto perché crediamo nel valore della scuola e dell’insegnamento».
Mauro Massa, editore di Diabasis, ha infine affermato: «Il preside Campanini ha parlato di una lunga storia iniziata nell’Ottocento; aggiungo io una storia di eccellenza che ha caratterizzato l’educazione e la cultura di Parma. Ricordo che quarant’anni fa quando mi stabilii a Parma, furono due le istituzioni che più mi colpirono: la Gazzetta di Parma ed il Liceo Romagnosi, due roccaforti della città».