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"Servono idee per rilanciare il turismo"

Gli abitanti: "Il nostro paese si ricorda di essere bello soltanto due volte all'anno

di Cristian Calestani

18 maggio 2015, 23:09

Serve più decoro, più attenzione all’esistente ma anche un po’ di fantasia per rilanciare Colorno, prima di tutto dal punto di vista turistico. Serve – secondo i cittadini – anche il provare a sedersi tutti intorno a un tavolo per proporre nuove idee per un paese dalle grandi potenzialità che però si ricorda di essere «bello e attrattivo» solo poche volte – in occasione dei tre grandi eventi che portano a Colorno migliaia di turisti – e che poi passa il resto dell’anno al di sotto delle proprie potenzialità. Serve qualcuno – e molti cittadini indicano soprattutto l’amministrazione comunale – che sappia ricompattare il paese e si ponga alla guida di questo rilancio. «Ci vuole fantasia. Un po’ di iniziativa – propone il libraio Alberto Panciroli dal suo punto di vista privilegiato all’ingresso della Reggia -. Il paese deve superare elementi di divisione ereditati dal passato con vecchie polemiche che oggi non hanno più senso. L’amministrazione comunale dovrebbe prendere in mano la situazione. Trent’anni fa con “Colorno costruisce una mostra” noi partimmo da un incontro-confronto con tutte le componenti del paese. Certo fu un sacrificio, ma era necessario farlo. Si mettano seduti ad un tavolo commercianti, artigiani, rappresentanti delle associazioni e si ricominci a parlare della Colorno che vogliamo nel futuro. C’è tanto da mostrare a Colorno, ma bisogna rendere più partecipata la valorizzazione di questo paese per riproporre una realtà frizzante. C’è il problema del parco chiuso? Partiamo da quello, altrimenti cosa si ritroveranno un domani i nostri nipoti?». «Sinceramente da cittadina mi sento un po’ abbandonata da questa amministrazione alla quale avevo espresso la mia fiducia rivotandola con convinzione dopo il primo mandato – dichiara Alberta Abbate -. Ci sono state una serie di situazioni, dalla mancanza di indicazioni durante la grande nevicata sino ad una gestione discutibile della pagina istituzionale su Facebook dove noi cittadini non riusciamo mai ad avere una risposta dall’amministrazione, che acuiscono questa sensazione generale di abbandono. Si fa tanta pubblicità al ritorno in Reggia degli arredi, ad esempio, ma questo serve a poco se poi viene lasciato un giardino ducale così com’è allo stato attuale o se si promuove la giornata del Fai e poi chi arriva al museo dell’Aranciaia se lo ritrova chiuso per uno scambio di lucchetti. L’impressione è che ci sia troppo pressapochismo». Di maggior attenzione al turismo parla anche Vanes Ghidozzi proponendo di «appoggiare maggiormente l’iniziativa delle associazioni del territorio che operano per il bene del paese e che quindi andrebbero agevolate nell’attuazione delle loro iniziative con le quali possono offrire una maggior attenzione all’accoglienza dei visitatori, altrimenti i turisti che arrivano a Colorno rischiano di trovare un paese troppo spento». Ed anche Franco Bresciani torna sul tema dell’accoglienza turistica sottolineando la necessità di dare nuovo impulso «all’attività enogastronomica per rilanciare l’accoglienza turistica del paese oltre, impegnarsi maggiormente per il decoro e favorire un maggior coordinamento tra le associazioni». Sul tema della scarsa attenzione per il decoro urbano si sofferma anche Ezio Rizzoli. «A Colorno servirebbe più attenzione per l’esistente – dichiara -. Non pretendo chissà quali interventi, ma un minimo di attenzione in più nella manutenzione del verde, dei marciapiedi e delle strade per il rispetto di quello che si è fatto negli anni». Tema aperto anche quello della gestione degli spazzi di piazza Garibaldi. C’è chi come Gianni Curti propone, oltre alla realizzazione di passaggi pedonali rialzati lungo via San Rocco, l’introduzione delle righe blu per «agevolare l’accesso agli esercizi commerciali presenti in piazza, altrimenti ci sono auto che restano parcheggiate tutta la giornata con l’aggiornamento del disco orario ogni ora» e chi, come un altro cittadino, propone la chiusura
della piazza alla domenica mattina «per riportare le famiglie in sicurezza nel cuore del paese».