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"Bailando" 50 ragazzi del Giordani imparano culture di Paesi diversi

di Laura Ugolotti

20 maggio 2015, 20:37

Conoscere culture diverse, condividere idee ed entusiasmo, aprirsi agli altri e vivere la diversità come una risorsa. All’Istituto Giordani tutto questo è di casa. Merito di una nutrita presenza di ragazzi stranieri e della volontà di insegnanti e dirigenza di investire su attività didattiche multiculturali, in classe ma non solo, per favorire la convivenza e il senso di appartenenza alla scuola. Con questo spirito è nato, nel 2011, il progetto del gruppo multiculturale: una cinquantina di ragazzi che settimanalmente si ritrovano per condividere percorsi di formazione. «L’anno scorso abbiamo affrontato il tema delle differenze culturali attraverso la storia delle feste tradizionali; quest’anno, invece, stiamo conoscendo più da vicino le danze folkloristiche dei diversi Paesi», spiega Maria Chiara Cavazzoni, docente e referente dell’istituto per l’integrazione degli alunni stranieri, che segue il progetto insieme alla collega Maria Ollari. L’attività è aperta a tutti i ragazzi, dalle seconde alle quinte, sia stranieri che italiani. Per Jaspreet e Yacine è il primo anno. «Ci troviamo al martedì - spiegano - e ogni incontro è l’occasione per imparare qualcosa di nuovo».
«Sono molto curiosa, mi piace conoscere culture diverse dalla mia - sottolinea Yacine, che viene dal Senegal -. Ho frequentato le elementari e le medie in un paesino di Provincia, dove gli stranieri erano pochi e non avevo occasioni; questo gruppo invece mi ha insegnato ad ascoltare le opinioni degli altri, a rispettarle ma anche ad esprimere le mie». «Il percorso - spiega l’insegnante - prevede incontri con esperti: rappresentati di associazioni, antropologi, mediatori culturali. Siamo collegati con le realtà del territorio, oltre che con le altre scuole; vogliamo che l’integrazione vada al di là dei singoli progetti didattici ed esca dalle aule. E soprattutto che i ragazzi possano avere un momento istituzionalizzato di confronto e condivisione e uno spazio in cui poter essere se stessi». E loro rispondono all’appello con grande partecipazione ed entusiasmo. «La curiosità di conoscere culture diverse e comprendere le differenze è la stessa, per loro che sono stranieri come per noi che siamo italiani», dice Mariagrazia. «Ad esempio - spiega Jaspreet - per me che sono indiana è strano vedere come gli italiani siano poco religiosi, rispetto al mio Paese; in compenso, sono molto più autonomi e non si lasciano influenzare dal giudizio della società». «E’ bello andare oltre la diversità - le fa eco Rahmoun -, capire cosa c’è dietro ai comportamenti degli altri. Loro conoscono meglio noi, così come noi conosciamo meglio loro». Ogni anno al termine del percorso, gli alunni ricevono un attestato, valido come credito scolastico. Quest’anno è previsto anche un momento finale in cui i ragazzi sulle note di «Bailando» (eseguito dal coro del Giordani, diretto dal Maestro Morini) porteranno in scena una coreografia multiculturale, preparata insieme all’insegnante Lidia Grandi. «Alcuni di noi hanno inserito elementi di danze del proprio Paese, come del Magreb, nel mio caso - spiega Mariam - e ognuno indosserà i propri costumi tradizionali». L’appuntamento è per il 26 maggio, alle 17.30 al Teatro Europa, all’interno del progetto «Scuola in scena» che coinvolgerà diversi istituti della città.