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SCUOLA

I ragazzi di Giordani e Sanvitale a «caccia» di un nuovo welfare

di Luca Molinari

26 maggio 2015, 10:52

I ragazzi di Giordani e Sanvitale a «caccia» di un nuovo welfare

I cambiamenti nella famiglia, le difficoltà nel trovare lavoro, la voglia di emigrare all’estero, il ruolo della tecnologia nelle relazioni. Sono solo alcuni dei temi emersi dal loro svolto dagli studenti dell’istituto Giordani e del liceo Sanvitale nell’ambito del progetto Esprit, promosso da Fondazione Cariparma. L’idea di fondo è mettersi in ascolto del territorio per dar vita a nuovi servizi di welfare.
Nell’aula magna dell’istituto Giordani gli studenti delle classi 4ª M, 4ª N, e 4ª O, assieme alla 3ª C del liceo Sanvitale, hanno presentato l’esito di un sondaggio su commercianti, dirigenti d’azienda, amministratori, operatori di servizi pubblici, coetanei, artigiani, parroci e altre figure.
Affiancati da cinque tutor, i ragazzi, durante un percorso di otto incontri, hanno realizzato un video e altri prodotti multimediali per illustrare i cambiamenti più rilevanti in atto sul nostro territorio.
Irene Ravasini, a nome degli studenti della 3ª C del liceo Sanvitale, ha sottolineato che «grazie al progetto abbiamo raggiunto una maggiore consapevolezza dei punti critici del nostro sistema di welfare, oltre ad una migliore conoscenza del territorio e degli spazi riservati ai giovani». «Dalla nostra indagine – ha proseguito – è emerso che i giovani sono pronti a emigrare all’estero per fare vale i propri titoli di studio e che l’immigrazione porta cosa sé forme di pregiudizio sociale».
Martina e Mouna, studentesse del Giordani, si sono quindi soffermate sulle realtà che oggi possono mettere in crisi una famiglia, come la presenza di anziani o disabili, ma anche sull’importante ruolo ricoperto dai lavoratori stranieri per produrre prodotti di eccellenza come Prosciutto e Parmigiano Reggiano.
L’incontro si è aperto con i saluti dei dirigenti scolastici dell’istituto Giordani, Lucia Sartori, e del liceo Sanvitale, Adriano Cappellini. La coordinatrice del percorso nelle scuole del progetto Esprit, Giulia Iotti, ha moderato gli interventi.
«E’ un percorso che vogliamo rilanciare – ha dichiarato Stefano Andreoli, vicepresidente della Fondazione Cariparma – Pensiamo infatti che se vogliamo modificare il nostro modo di stare insieme, dobbiamo comprendere bene quello che ci sta intorno. Bisogna costruire un welfare che aiuti le persone a vivere meglio. E’ questo l’impegno che ci siamo presi tramite questo progetto come Fondazione».