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Quando Cocciante venne «sfrattato»

Nel 1992 il concerto venne trasferito da piazza Duomo al Palasport

28 maggio 2015, 15:08

Quando Cocciante venne «sfrattato»

«Musica e stelle finisce in guerra» titolava la Gazzetta del 31 luglio 1992. Allora, a scatenare una furibonda polemica era stata la decisione di Elio Garzillo, a quel tempo sovrintendente regionale ai beni architettonici e ambientali, di sfrattare un concerto di Cocciante da piazza Duomo, trasferito in tutta fretta al Palazzetto dello Sport.
Garzillo aveva predisposto «l’immediata rimozione di palchi e strutture mobili in piazza Duomo, sospendendo manifestazioni e spettacoli in corso» dopo che Francesco Sisinni, allora direttore generale del ministero ai Beni culturali per il settore ai beni artistici, aveva visto – poche ore prima - la piazza invasa da seggiole e strutture metalliche. «Il concerto non s’ha da fare. Non qui almeno» - aveva sentenziato Sisinni, seccato per il palco montato a ridosso della Cattedrale e per uno striscione (dedicato ad Anna Nicoli) appeso sul protiro del Duomo.
«Sisinni temeva anche - aveva precisato Garzillo – che le vibrazioni e i decibel potessero arrecare danni ai monumenti».
Inoltre, il Comune di Parma non aveva chiesto l’autorizzazione alla Soprintendenza, ma si era limitato ad ottenere l’autorizzazione della Fabbriceria del Duomo.
«Per aspetti di sua competenza – aveva aggiunto Garzillo – occorre anche l’autorizzazione della Soprintendenza ai beni artistici e, in casi particolari, quella del ministero».
L’allora assessore comunale alle Attività teatrali, Francesco Quintavalla, aveva definito il divieto dell’ultima ora «una dichiarazione di guerra», minacciando azioni legali contro la Soprintendenza. Garzillo aveva cercato di smorzare la polemica invitando l’Amministrazione «a sedersi attorno a un tavolo». L. M.