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"Le Potazzine", quando il Brunello è sinonimo di finezza

Il vino a cura di Andrea Grignaffini

di Andrea Grignaffini

16 giugno 2015, 14:42

Del Brunello ci piace la finezza più che la potenza, nonostante le molte prove d’autore nella fattispecie più muscolare del sangiovese ilcinese. E se si parla di finezza non si può che parlare di una delle aziende che maggiormente esprimono questa peculiarità raffinata: Le Potazzine. Un’azienda poco più che ventennale condotta con grande impegno e maestria da Giuseppe Gorelli, enologo di assoluta esperienza e competenza essendo un tecnico del Consorzio del Brunello di Montalcino, dalla moglie Gigliola, donna amabile e disponibile e dalle due figlie Viola e Sofia. Il primo successo come Brunello de Le Potazzine inizia nel 1993 con la nascita della primogenita Viola, nel 1996, anno della nascita di Sofia, il patrimonio vitivinicolo si arricchisce di un nuovo appezzamento in località La Torre, nei pressi di Sant’Angelo in Colle. Oggi la superficie vitata è costituita da cinque ettari di vigneto allevato a Brunello, di cui tre locati nei pressi della cantina. Cantina di recente edificazione situata al di sotto di un antico casolare che ha mantenute intatte le peculiari caratteristiche dei rustici toscani. La produzione si aggira annualmente sulle 35.000 bottiglie tra Brunello e Rosso di Montalcino con la “Riserva”, nelle annate particolarmente favorevoli, inoltre una piccola quota spetta al Sangiovese di Toscana “Le Potazzine”. I vini de Le Potazzine prodotti da Giuseppe sono caratterizzati da una qualità inconfondibile e inappuntabile, dotati di eleganza, identità territoriale, stilisticamente precisi e interpretati seguendo lo spirito del patron. Il tutto merito del territorio, della giusta esposizione a Sud che permette di avere uve sane e mature e il ruolo importante della cantina con la vinificazione legata al rispetto della tradizione con una fermentazione naturale senza l’aggiunta di lieviti e senza filtrazioni.
Ora passiamo alle etichette iniziando con il Brunello di Montalcino 2009, veste di rosso granato il bicchiere, dal profilo aromatico di estrema eleganza, maturità e complessità con un exploit di profumi di frutta rossa, di piccoli frutti di bosco maturi, note vegetali, muschiate e un quid di agrumato e speziato. Al palato esplode una vivace freschezza accompagnata da tannini in perfetto equilibrio, chiude in una lunga coinvolgente persistenza (E).
Non da meno il Rosso di Montalcino Le Potazzine 2012, un vino sorprendentemente caldo, appagante, umorale, dal colore rosso granato con lampi rubino. All’olfatto sentori di frutti di bosco maturi, di fiori, di marcite e note di humus. Il sorso è morbido, esaltante con tannini in evidenza e finale di lunga persistenza (C).
Vini, quelli di questa azienda che hanno la doppia capacità di essere ottimi subito per una bevibilità innata ma anche da invecchiamento lungo. Come insegna la grande storia dei migliori Brunello.