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Stop all'aumento dei rifiuti: la Regione non interverrà

16 giugno 2015, 17:38

Stop all'aumento dei rifiuti: la Regione non interverrà

La Regione non può bloccare gli iter autorizzativi per il potenziamento degli inceneritori di Parma e di Forlì. Lo ha detto, nell’aula del Consiglio regionale, l’assessore all’Ambiente Paola Gazzolo, rispondendo ad una richiesta del consigliere del Movimento 5 Stelle Gian Luca Sassi.
«La facoltà di sospendere gli iter autorizzativi in corso - ha spiegato Gazzolo - è in capo ad altre amministrazioni, non rientra tuttavia tra i compiti della Regione». L’Emilia-Romagna, tuttavia, ha già fatto presente che il piano regionale dei rifiuti «ha tra i suoi obiettivi l’autosufficienza allo smaltimento dei rifiuti urbani e speciali prodotti sul territorio regionale, per cui la capacità dell’impiantistica è strettamente commisurata a questa esigenza».
La richiesta avanzata da Sassi fa riferimento alla possibilità contenuta dallo "Sblocca Italia" di far confluire rifiuti di altre regioni in Emilia-Romagna. Possibilità che ha portato i gestori, Iren per Parma ed Hera per Forlì, ad avviare l'iter per arrivare ad un ampliamento delle capacità di smaltimento degli inceneritori: portare, cioè, Parma da 130 a 195 tonnellate e Forlì da 120 a 180.
«Dobbiamo prendere atto - ha detto Sassi - che la Regione non ha nè la volontà, nè i poteri per agire. Ci troviamo quindi in un limbo che non dà certezze, dove si subiscono le decisioni assunte dalle Province, mentre la Regione fa melina. E’ tuttavia evidente, almeno a noi, che è assolutamente necessario evitare la trasformazione e il potenziamento di questi impianti».

La risposta

Risposta in aula dell’assessore Gazzolo all’interrogazione presentata dai consiglieri regionali del M5S, Gian Luca Sassi ed Andrea Bertani. Dalla Regione nessuna certezza sulla riclassificazione degli impianti: “Questione competenza utilizzata per nascondere la poca volontà di intervenire, servono impegni concreti. Il progetto della produzione energetica è un fallimento in partenza ed economicamente insostenibile”.

“Solo pensare che impianti che nascono per la gestione dei rifiuti possano un giorno produrre energia per altri, visto che oggi non riescono a nemmeno ad alimentare se stessi, è pura utopia oltre ad essere un’operazione economicamente insostenibile”. Nessuna certezza sulla riclassificazione degli inceneritori di Parma e di Forlì, e di conseguenza sull’aumento delle quantità di rifiuti bruciati: è questa la sintesi della risposta che l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo, ha fornito questa mattina in aula ad una interrogazione presentata dai consiglieri del M5S Gian Luca Sassi ed Andrea Bertani. Nella loro interrogazione i due esponenti del M5S avevano chiesto, alla luce della grande incertezza normativa che ruota attorno agli impianti di incenerimento dei rifiuti (tra procedure di infrazione europee, decreto Sblocca Italia e riordino delle competenze delle Province) che fossero congelate le autorizzazioni per l’aumento delle tonnellate di rifiuti bruciati negli inceneritori di Parma e Forlì. “L’assessore Gazzolo ha detto in aula che la Regione non agirà in alcun modo verso le Province, nonostante vi sia in atto il riordino istituzionale regionale che varia le competenze in materia. Crediamo però che sia un aspetto positivo il fatto che si sia espressa contro l’applicazione dell’art.35 ma dopo questa presa di posizione ci aspettiamo che arrivino dei fatti concreti, come un efficace pressing sul Governo e delle conferme normative all’interno del piano regionale rifiuti. – spiegano i consiglieri Sassi e Bertani – Fare melina, tergiversare sulle autorizzazioni, non fa altro che aumentare il senso di incertezza e le paure dei cittadini. Condizione aggravata ancora di più dal limbo e vuoto normativo in cui ci troviamo. La soluzione, a nostro avviso, era semplice e chiara visto che solo parlare di produzione di energia per gli inceneritori è un controsenso – concludono – Avallare queste richieste significa, oltre a mettere ulteriormente a rischio l’ambiente e la nostra salute, anche rassegnarsi a un aumento delle tariffe che saranno sempre più salate. Altro che risparmi e autosufficienza”.