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IL CASO

Pineta di Cozzano: il cippo "abbandonato"

di Enrico Gotti

02 luglio 2015, 21:33

Se Langhirano e i parmigiani hanno a disposizione a portata di mano la pineta di Cozzano, lo debbono principalmente ad un prete di montagna, don Rodolfo Zenoni. Ma di questo sacerdote, che era definito «folgore di montagna», si perdono le tracce: il cippo che lo ricorda, all’ingresso della pineta, non ha più lettere, inaugurato nel 1979, è illeggibile e rovinato dal tempo. Tra i villeggianti c’è chi chiede di salvarne la memoria: «Abito a Parma e da alcuni anni trascorro l’estate a Riano. Lo scorso anno, in località Villaggio Pineta di Cozzano, ho avuto modo di verificare lo stato di abbandono e di degrado di un cippo - scrive Francesco Pagani al sindaco di Langhirano Giordano Bricoli -. Non essendo più presente alcuna scritta che indicasse a chi fosse dedicato, mi sono attivato in una ricerca, utilizzando anche gli uffici del suo comune». La ricerca, anche attraverso ad un articolo di 36 anni fa della «Gazzetta di Parma», ha portato a don Zenoni. A lui si deve il rimboschimento del perimetro dei monti Arvasina, Pozzo e Corno, sovrastanti il paese, con pini neri d’Austria, abeti rossi e bianchi, al posto di un terreno arido, brullo, inadatto all’agricoltura.
Don Zenoni nacque nel 1875 a Calestano. Assieme a Giuseppe Micheli, di cui fu sempre fedele amico e collaboratore, fu tra i fondatori de «La giovine montagna». A cinquant’anni dalla morte, nel 1979, un comitato cozzanese fece erigere un monumento all’ingresso della pineta da lui voluta, che divenne una «perla» fra i centri turistici dell’Appennino. «Giustamente i cozzanesi hanno collocato nel lontano 1979 quel cippo per darne memoria. Cippo che ora è in condizioni strutturalmente penose e che meriterebbe l’attenzione del Comune di Langhirano, per la sua ristrutturazione. Così potrebbe essere fatto anche per la tomba di don Zenoni, ad Arola. È giusto che personaggi come don Zenoni siano debbano essere degnamente ricordati per quanto di bene hanno fatto per gli altri» scrive Francesco Pagani, che è presidente a Parma del comitato anziani Bizzozero, ed aggiunge: «Mi attiverò anche con le Pro loco di Langhirano e Cozzano per mettere insieme interesse e partecipazione all’iniziativa, per approfondire ulteriormente, anche dal punto di vista storico e sociale, la vita e le opere di questo grande prete». Il sindaco di Langhirano Giordano Bricoli, interpellato sul caso, fa sapere che «il Comune, in collaborazione con le associazioni locali, cercherà di ripristinare le scritte per salvaguardarne la memoria e la riconoscenza».