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Calcio

"Basta dare soldi a quattro lesbiche", Belloli inibito 4 mesi

E' stato condannato a 4 mesi di inibizione dal Tribunale Nazionale Figc-Sezione Disciplinare

09 luglio 2015, 19:55

«Basta dare soldi a queste quattro lesbiche». Per questa frase, a lui attribuita e contenuta nel verbale del consiglio di dipartimento calcio femminile del 5 marzo scorso, l’ex presidente della lega dilettanti Felice Belloli è stato condannato a 4 mesi di inibizione dal Tribunale Nazionale Figc-Sezione Disciplinare.
Lo rende noto un comunicato della federcalcio, precisando che il provvedimento a carico di Belloli è stato deciso per giudizi lesivi nei confronti del calcio femminile e «violazione dei doveri di osservanza delle norme e degli atti federali, nonchè dei principi di lealtà, correttezza e probità».

Secondo il tribunale, la frase pronunciata dal dirigente «ha avuto un’importante portata denigratoria apparendo resa in tono dispregiativo». Inoltre, si legge nel dispositivo, «il riferimento operato da Belloli a "queste quattro lesbiche" indegne della concessione di contributi in denaro destinati allo sviluppo della attività agonistica, comporta che l’espressione acquisti un significato denigratorio e discriminatorio esteso all’intero movimento del calcio femminile, che la semplice parola "lesbiche" di per sè certamente non avrebbe».
Il tribunale ha ritenuto quindi provata la violazione dei doveri di osservanza delle norme federali nonchè dei principi di lealtà, correttezza e probità, «essendosi oltretutto realizzata una forma di discriminazione del predetto movimento», per cui il deferimento è stato accolto. I rappresentanti della Procura federale avevano chiesto per Belloli otto mesi di inibizione, valutando l’aggravante della qualifica federale rivestita da Belloli, una tesi respinta dai giudici secondo i quali «la frase è stata pronunciata nell’ambito di una riunione alla quale l'incolpato partecipava in virtù della sua qualifica ma senza presiedere la riunione stessa, sicchè deve intendersi resa da un semplice partecipante alla riunione medesima».