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Scatti parmigiani per l'Africa che vuole rinascere

Venerdì a Milano Alessandro Gandolfi presenta le foto che documentano un progetto di sostegno agricolo in Sierra Leone

di Margherita Portelli

15 luglio 2015, 20:41

Scatti parmigiani per l'Africa che vuole rinascere

La speranza, talvolta, ha le sembianze di una nocciolina. In Sierra Leone, per essere più precisi, di un anacardio. A raccontarlo è Alessandro Gandolfi, fotoreporter parmigiano che venerdì, a Expo, inaugurerà la prima di una serie di proiezioni video delle foto da lui stesso scattate in Africa occidentale un paio di mesi fa. Per conto di «Coopi – Cooperazione internazionale», un’organizzazione umanitaria italiana laica (fondata 50 anni fa, guarda caso, da un altro parmigiano, padre Vincenzo Barbieri) Gandolfi è volato in Sierra Leone per documentare il progetto «S.I. P.O.’ F.A.’ - Sviluppo imprenditoriale partecipato per l’ottimizzazione della filiera dell’anacardio», una bella iniziativa umanitaria che ha l’obiettivo di sostenere la produzione locale di anacardi. L’attività, partita a gennaio, ha la durata di 20 mesi e coinvolge 1.200 agricoltori locali riuniti in 48 associazioni. «Ho documentato la filiera della coltivazione in alcuni distretti a nord del Paese – racconta il fotografo –. La Sierra Leone è uno dei Paesi più poveri al mondo, ma l’agricoltura è il principale settore economico (impiega il 60% della popolazione ma i proventi da esportazione costituiscono solo il 7% del Pil, ndr). Purtroppo nell’ultimo anno il Paese è stato colpito dalle drammatiche devastazioni causate dall’epidemia di ebola». Migliaia di morti, il mondo del lavoro paralizzato, le campagne abbandonate, l’economia in ginocchio, la vita come «congelata» per evitare qualunque forma di contagio, le scuole chiuse, migliaia di nuovi orfani. «Il virus ha devastato il Paese, non solo per l’impressionante numero di morti, ma anche socialmente ed economicamente – continua Gandolfi –.Quando io sono stato là (fine aprile, inizio maggio), la situazione era migliorata rispetto al picco di contagio dei mesi precedenti, ma la Sierra Leone vive tutt’ora una situazione molto difficile, ben lontana dalla condizione cosiddetta “ebola free” (42 giorni senza nessun nuovo caso, ndr.). Quando viaggiavamo in auto, venivamo fermati di continuo da posti di blocco in cui ci veniva misurata la temperatura. Le persone non si stringono nemmeno più la mano, in bambini non possono più giocare a pallone nelle strade, il Paese è bloccato. Il progetto di Coopi si spera possa cominciare a risollevare l’economia agricola». Venerdì, alle 19.30, nella piazzetta Coop di Expo, Gandolfi racconterà l’esperienza con lo scrittore Gianni Biondillo e con Massimo Salvadori, area manager di Coopi. Il video con la selezione di foto sarà poi trasmesso per tutta la durata dell’esposizione internazionale, al termine della quale gli scatti, stampati, si trasformeranno in una mostra itinerante che girerà nei principali punti vendita di Coop Lombardia. La selezione delle foto è stata curata da Chiara Oggioni Tiepolo. Il progetto «S.I. P.O.’ F.A.’» è finanziato da Fondazione Cariplo, Comune di Milano e Regione Lombardia attraverso il bando «Nutrire il pianeta 2014». Altri partner coinvolti sono Politecnico di Milano e Università degli Studi di Milano. La Fondazione Politecnico di Milano, Ingegneria Senza Frontiere Milano e Coop Lombardia collaborano all’iniziativa.