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Insieme contro l'abbandono

Abbandonare un pet è un reato: più dell'80% degli animali abbandonati rischia la vita. La Lav invita cittadini ed istituzioni a contrastare il fenomeno dell'abbandono di cani e gatti

di Rose Ricaldi

26 luglio 2015, 23:11

Insieme contro l'abbandono

Le punte massime in estate (25-30%) e dopo l’apertura della stagione venatoria (oltre il 30%). Contro l’abbandono degli animali la parola d’ordine, secondo la Lav, è “prevenzione”. In un comunicato la Lega Anti Vivisezione rivolge infatti un invito a cittadini ed istituzioni affinché vengano adottate “indispensabili azioni di prevenzione” per combattere l’odioso fenomeno che in estate raggiunge le sue punte massime: tra queste, adozioni “consapevoli” dalle strutture di accoglienza che ospitano i pet abbandonati, sterilizzazione degli animali, strumento imprescindibile per evitare riproduzioni fuori controllo, ed infine “il cane libero accudito”, alternativa alla “vita da reclusi” rivolta a quei randagi che non trovano una famiglia disponibile ad adottarli, e che, come spiega l’associazione animalista nella nota diffusa nei giorni scorsi, rappresenta «una soluzione prevista da alcune leggi regionali di attuazione della Legge Quadro n.281/91 e dalla Circolare n.5 del 14 maggio 2001 del Ministero della Sanità, che può essere istituita dal Sindaco, primo responsabile del benessere di tutti gli animali presenti sul territorio comunale (art.3 Dpr 31 marzo ‘79)».

La scelta di adottare un cane, un gatto o un altro pet deve essere fatta in maniera ponderata e con responsabilità, valutando l’impegno che comporterà per tutta la durata della vita dell’animale, e questo significa 365 giorni l’anno, per diversi anni, vacanze ovviamente comprese: «Le punte massime di animali abbandonati – prosegue la Lega Anti Vivisezione - si registrano nel periodo estivo (25-30%), quando la partenza per le vacanze pone il problema di “sistemare” il quattro zampe, ma oltre il 30% dei cani viene abbandonato subito dopo l’apertura della stagione venatoria, perché il cane non è bravo a cacciare!».

Nonostante in Italia abbandonare “animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività” sia un reato punito dalla legge “con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro”, ogni anno nel nostro Paese vengono lasciati soli al loro destino una media di 80.000 gatti e 50.000 cani: di questi, più dell’80% rischia di morire in incidenti, per stenti o per maltrattamenti. Non bisogna poi dimenticare che gli animali abbandonati e vaganti per le strade rappresentano non solo un grave rischio per se stessi, ma anche per gli automobilisti. Inoltre, come sottolinea la Lav nel suo comunicato, «l’abbandono porta a un dispendio di denaro pubblico che ricade sull’intera collettività: considerando che per ogni cane ospitato in canile ogni Comune paga circa 1.000 euro all’anno, e nei canili italiani ci sono circa 200.000 quattro zampe, le proporzioni del fenomeno sono davvero rilevanti».

Permettere a Fido e Fufi di avere libero accesso nei luoghi pubblici e nelle strutture turistiche, consentire detrazioni fiscali su cibo e spese veterinarie per chi adotta un cane o un gatto ed inserire i quattro zampe nel certificato di “stato di famiglia” sono infine alcune delle misure che la Lega Anti Vivisezione propone per riformare la Legge 281/91 (Tutela animali d’affezione e prevenzione del randagismo) allo scopo di contrastare fattivamente la piaga dell’abbandono di animali d’affezione sul territorio italiano.