Archivio

IL CASO

Patto Monchio-Palanzano sulla scuola: è subito polemica

Botta e risposta tra sindacato e Irene Sandei, docente di Lettere. Gilda: «Ha deliberato un organismo che non aveva titolo». La prof: «Inesatto»

di Beatrice Minozzi

08 agosto 2015, 22:48

Patto Monchio-Palanzano sulla scuola: è subito polemica

A pochi giorni dal «patto d’acciaio» sottoscritto dal Consiglio d’Istituto dell’Ic Corniglio e dai sindaci di Monchio, Claudio Moretti, e Palanzano, Lino Franzini, la Gilda degli Insegnanti (associazione professionale di docenti) interviene per voce del coordinatore provinciale Salvatore Pizzo sull’organizzazione delle lezioni nei due plessi di Monchio e Palanzano.

Gilda esprime «la massima solidarietà a quanti si stanno adoperando per mantenere l’esistenza di una scuola secondaria di primo grado a Monchio», tuttavia Pizzo dà «un duplice suggerimento affinché tutto sia regolare per giustificare lo svolgimento, una volta a settimana, di attività scolastiche a Monchio. Ci risulta che il progetto didattico sia stato approvato dal collegio dei docenti in carica lo scorso anno scolastico - approfondisce Pizzo - ma la delibera riguarda un’attività da svolgersi nel prossimo anno scolastico, quindi a deliberare doveva essere l’organo collegiale in carica per l’anno scolastico 2015/16, altrimenti ogni docente neo arrivato potrebbe ritenersi non vincolato ad aderire».

Pizzo ha però altro da aggiungere: «Ancora una volta facciamo presente che l’organizzazione della rete scolastica sul territorio può essere modulata previa concertazione con le parti sociali di cui Gilda fa parte, oltre ad essere rappresentativa dei docenti in base alle norme vigenti, ma così come le analoghe organizzazioni di categoria non è stata mai interpellata. Purtroppo nel Parmense si fa largo la moda di discutere di scuola senza i rappresentanti di docenti e personale scolastico, che fino a prova contraria sono regolarmente eletti». A rispondere è Irene Sandei, docente di Lettere di «Palamonchio». «Ci sono alcune inesattezze su cui far luce per sgombrare il campo da equivoci e restituire alla scuola di montagna la dignità che merita - esordisce la Sandei -. Il progetto didattico non è stato approvato dal collegio docenti ma dal consiglio di istituto composto da rappresentanti di docenti, genitori e personale Ata, presieduto dal dirigente scolastico ed eletto lo scorso autunno per un periodo di 3 anni».

«Pertanto - prosegue la Sandei - non è giusto affermare che la decisione è stata presa “senza i rappresentanti di docenti e personale scolastico”, né tantomeno che “ogni docente neo arrivato potrebbe ritenersi non vincolato ad aderire”. Infine, non è vero che si è discusso di scuola senza interpellare le rappresentanze di categoria poiché in consiglio di istituto ci sono i rappresentati di Rsu e Cgil».

Pizzo incalza nuovamente e conclude «quando tra poche settimane ci siederemo al tavolo contrattuale riguardante l’Istituto Comprensivo di Corniglio potrebbero emergere problematiche che, facendo i passi giusti, possono essere evitate in partenza».

«Ringraziamo per l’interessamento - ribatte la Sandei - ma si respingono al mittente i suggerimenti in quanto tutto è già in regola per lo svolgimento del progetto. Oltre a discutere di scuola tra docenti, genitori, personale Ata, amministrazioni e cittadinanza si è cercato di fare scuola in modo che i ragazzi della montagna avessero le stesse opportunità dei ragazzi in città ad esempio col progetto di ampliamento dell’offerta formativa nell’aula multimediale di Monchio».

«Auspico infine - conclude la Sandei - di ritrovarci uniti a combattere battaglie più significative a sostegno della scuola pubblica e della libertà di insegnamento».