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Noceto

«Imu aumentata per non tagliare servizi importanti»

Il sindaco Fecci e l'assessore Barantani: «Chiediamo allo Stato più autonomia fiscale»

di Mariagrazia Manghi

09 agosto 2015, 09:45

«Imu aumentata per non tagliare servizi importanti»

Tornano sul bilancio di previsione approvato a fine luglio il sindaco di Noceto Fabio Fecci e l’assessore Marco Barantani.

«Per entrare nel merito delle scelte di fondo e dei numeri – dicono in una conferenza convocata in Municipio – per fare chiarezza ai cittadini e per rispondere alle polemiche emerse nella seduta consiliare da parte della minoranza». È soprattutto alle tesi espresse dal gruppo «Noceto Prima di tutto» guidato dall’ex sindaco Giuseppe Pellegrini che viene data una risposta. «Nel 2010 durante l’amministrazione precedente, il bilancio beneficiava di 2 milioni di euro di contributi, un saldo positivo – hanno precisato – oggi lo Stato ci toglie un milione di euro. Evidenziamo a chi finge di non capire che il gap da colmare è di 3 milioni di euro. Nello specifico del 2015 lo Stato ha tolto circa 500 mila euro rispetto al 2014».

A questo taglio il Comune di Noceto ha deciso di far fronte aumentando l’Imu su fabbricati produttivi, terreni e seconde case.

«Scelta non facile ma obbligata – conferma Fecci – unico aumento della pressione fiscale a fronte delle tariffe invariate dei servizi Tasi e Tari, a tutela di chi possiede solo la casa dove vive, il 95% della realtà nocetana».

Fecci ha contrattaccato rispetto alle accuse della minoranza di aver aumentato la pressione fiscale portando un confronto tra il 2012 della precedente amministrazione e il 2015. «Le tasse, Imu e rifiuti, pagate da una famiglia in possesso della sola abitazione principale ammontavano a 570 euro annui - ha detto – oggi Tasi e Tari saranno 475 euro. La stessa famiglia paga meno».

Assessore e sindaco hanno ribadito l’obiettivo principale che ha guidato la stesura del bilancio. «I servizi non si toccano. Se non avessimo ritoccato l’Imu avremmo dovuto tagliare un asilo nido, oppure un servizio per gli anziani, o le mense scolastiche, lo scuolabus, gli sfalci, l’illuminazione pubblica o la sicurezza. Avremmo cioè abbassato la qualità della vita del paese. Mentre noi puntiamo al rilancio dopo 5 anni di un’amministrazione immobile, in cui chi governava si nascondeva dietro l’alibi di leggi avverse. Noi, con norme ancor più penalizzanti, cerchiamo soluzioni alternative, progetti di cittadinanza attiva e percorsi in virtuoso equilibrio tra pubblico e privato».

In chiusura di conferenza un attacco allo Stato: «La panoramica dei Comuni che hanno approvato i bilanci è esemplificativa. A Noceto abbiamo sempre operato con i soldi dei cittadini: nessun artificio contabile. Il Comune di Noceto ha 2,4 milioni di euro in cassa che non può usare perché le norme lo impediscono. È inaccettabile. Chiediamo allo Stato di darci quell’autonomia fiscale annunciata e mai attuata».

La richiesta che Fecci ha ribadito è stata «gestire in autonomia i nostri utili, per abbassare la pressione fiscale e, o, aumentare i servizi. Perché la gente non si sente tartassata dalle tasse locali, di cui ha l’immediato riscontro, ma dai tributi regionali e statali che spesso danno un ritorno in disservizi. L’autonomia degli enti locali significherebbe chiamare gli amministratori ad un esercizio più responsabile del loro ruolo, dove dimostrare agli elettori le loro capacità, senza più alibi. Chi sbaglia o chi mette poco impegno deve andare a casa, ma di questo Noceto nel 2014 è stato un ottimo esempio».