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Italia, cosa significa il flop sloveno?

In Slovenia due sconfitte inaspettate con l'Ucraina che rimonta da -26 e quella con i ragazzini slavi, intanto c'è il problema fisico di Gigi Datome: per Pianigiani è l'ora delle scelte e di organizzare un gioco per gli Europei mentre gli avversari sono in crescendo.

25 agosto 2015, 14:00

Italia, cosa significa il flop sloveno?

La Germania al completo (con Dirk Nowitzki  dei Mavs e Dennis Schoeder degli Hawks)  ha recuperato 24 punti e battuto la Turchia 68-66 vincendo il torneo di Amburgo.

Qual è la bella e la brutta notizia? La bella per i rivali (e per prima l'Italia) è che l'assenza di Maik Zirbes il pilastro della tripletta degli slavi della Stella Rossa Belgrado in un Europeo con 24 squadre lungo e può avere il suo peso anche se  Tibor Pleiss e Robin Benzing, i giganti dell'ultima generazione, stanno offrendo un buon contributo e sta crescendo l'ala Zirbes; la brutta è che Heiko Schwaffartzik, un play molto o troppo  tedesco come mentalità arrivato alle 100 partite in nazionale può anche essere il match-winner della sua squadra. E così ha reagito, segnando 19 punti, alla naturalizzazione di Anton Gavel, la combo guard slovacca, come puntello. Come per dire: il posto  è mio!

Ci potrebbe però essere anche un'altra  chiave di lettura di questo risultato, e cioè che la Germania col nuovo CT americano Chris Fleming - il quale come idea di gioco e personalità sembra la copia di David Blatt e ancor prima di Peterson: l'importante è capire dove ti trovi prima che far capire chi sei - di riffa e di raffa riesce comunque sempre a vincere, come ha fatto alla Trentino Cup e quindi ha raggiunto uno standard  buono da competizione.

La brutta notizia, in questo caso è invece la crescita della Turchia di Ergin Ataman, un ottimo allenatore senza il quale Siena non avrebbe mai vinto la prima e unica coppa e preso coscienza di cosa significhi mentalità vincente consegnando a Charlie Recalcati la squadra pronta per il primo scudetto e poi lasciata  a Pianigiani che nel solco ha fatto il resto.

La Turchia, l'avversaria degli azzurri al debutto il 5 settembre, manca di alcuni giocatori importanti, soprattutto  di due lunghi come Omer Asik e il giovane  Enes Kanter. Quest'ultimo ormai al primo livello nella NBA e sul quale Oklahoma in questo mercato dei free-agent ha puntato ben 70 milioni di dollari pareggiando l'offerta di Portland per  convincere Kevin Durant a rimanere con una squadra competitiva per il titolo.

Ma la squadra della Mezzaluna che due anni fa Ettore Messina ha rifiutato e Tanjevic portato all'argento mondiale sta crescendo, e alle certezze di  Eran Ilyasova di Semih Erden, ha aggiunto l'esplosività del 20enne Cedi Osman, un macedone di 2,01 scelto nell'ultimo draft da Minnesota (n.31) e vale  un Gentile e dato alla Turchia l'oro dell'europeo U20.  E che dire poi di un certo Alì Mohammed, come viene messo a referto Bobby Dixon, il miglior giocatore del campionato turco e primo naturalizzato nella storia della Mezzaluna?

Una squadra da prendere con le molle, pronta a lasciare il segno, proprio mentre  in Slovenia contro una squadra di ragazzini (come Prepelic e Omic che arrivano feschi dagli europei U20) si è assistito all'incredible autodafè della squadra italiana che ha perso con l'Ucraina dilapidando 26 punti di vantaggio e alla sconfitta contro la Slovenia dove il migliore è stato il legnoso Uros Slokar con un breve e non glorioso passato senese. Però si tratta di un pivot puro, e anche se del secondo livello, ha fatto capire che il problema strutturale della squadra è il buco nero del centro. Per risolverlo si imporrebbe  di chiedere un sacrificio ad Andrea Bargnani come Pianigiani fece peraltro all'inizio del suo mandato con poco successo e nessun entusiasmo da parte dell'ex n.1 del draft NBA al quale non piace dover fare a botte nelle aree affollate. Per non pregiudicare la nuova stagione dei Nets che nella sua testa è quella del rilancio.

L'altro problema, come già Sportal.it aveva premesso nei giorni scorsi,  è quello del gioco. E ancor prima  che la Slovenia sollevasse i primi dubbi su questa squadra ricordando a Gianni Petrucci (che al momento del varo l'ha battezzata  "Una Squadra da Sogno") che Calderon De la Barca  sosteneva  che "i sogni sono sogni e niente più". Si chiedeva a Pianigiani, anche per aiutare - compito propedeutico di una nazionale - di far capire bene a chi la seguirà su Sky,  quale mai  fosse al suo gioco, non avendo mai trovato un solo cenno nelle molte interviste dell'ultimo anno e anche recenti.  Lo si metteva in guardia sul pericolo di un insistito pick#38;roll, alla senese,  perché dopo tre canestri un coach di qualità, come quelli che si trovano in un Europeo (e per fortuna stavolta non ci sono Obradovic, Blatt,  Ivkovic, Messina, Tanjevic) lo neutralizza con facilità, come capitava in Euroleague  ai tempi dell'epopea della sua  squadra. Plurititolata ma  solo in Italia, mai arrivata però a una sola finale di Euroleague  in 10 anni nonostante, come ha stabilito la Guarda di Finanza nell'ambito dell'inchiesta Time Out, fossero transitati dalla banca 150 milioni (e per 7 anni).

Al termine del test sloveno abbiamo ricevuto diverse telefonate, fra cui  illustri esperti  che ci hanno chiesto di non mettere il loro nome, come avviene peraltro anche nel giornalismo anglosassone.

Per non finire sulle liste di proscrizione,  fra i nemici o i gufi. Riassumendo,  vengono a galla  5  punti fondamentali da risolvere o chiarire:

1) non vengono messi in campo gli uomini giusti;

2) la "Motion Offense" di Pianigiani offre una serie di opzioni individuali, ma manca almeno di uno schema per aiutare i singoli a esprimere al meglio quello che sanno fare,

3) con 20-30 punti di Bargnani puoi vincere una volta o due partite del massimo livello, non un europeo dove non si va lontani senza il cosiddetto centro di gravità permanente e l'asse play-pivot e vista la poca voglia di giocare dentro l'area,  meglio utilizzarlo quindi come "finto centro", altrimenti si potrebbe pensare di lasciarlo a casa provocando uno shock forte;

4)   Azzurra 2015  ha ottimi giocatori ma mancando di un punto di riferimento nel gioco,  tutto è occasionale e aleatorio, il giocatore a lungo andare in una situazione del genere si spersonalizza;

5) Allenare una nazionale è diverso da una squadra di club per quanto sia vincente sul proprio suolo con lo scadimento, come dicono tutti tranne per interesse i proprietari, della Spaghetti-League; occorre rovesciare il discorso come fa un buon CT: azzerare le proprie convinzioni, creare il gioco adatto ai suoi giocatori, se però li hai allenati o seguiti; il che significa anche umiltà e coraggio nel prendersi dei rischi nelle decisioni.

Questo non significa catastrofismo, ci mancherebbe altro, quale giornalista non preferirebbe scrivere di successi invece che analizzare le sconfitte, ma uno dei problemi del basket da almeno un decennio quello di essere orfano di una critica costruttiva, immediata, onesta, magari qualcuno ci prova mandando messaggi trasversali un po' criptici. Ma bisogna, a volte, parlar chiaro. E non è detto che un'analisi e una discussione siano meno utili di certi epinici omerici  quando la nazionale negli ultimi 4 anni ha vinto solo un pre-europeo e  brillato per la sua assenza ai Giochi Olimpici e ai Mondiali. Magari continuando a vantare come un'impresa l'europeo di Slovenia dove è finita con un crollo totale: tre sconfitte, 8° posto, niente mondiale anche se Petrucci l'aveva promesso e  si è  rimangiato alla fine la parola di voler acquistare la wild card dicendo che costava troppo. Riteniamo invece che lui e il suo CT sapessero bene che i giocatori della NBA  non volevano giocarli, i mondiali, per ragioni personali del tutto comprensibili o plausibili. Ma - per buonismo o evitare critiche? -  volevano coprirli, mentre gli azzurri hanno fatto solo quello che fanno i loro colleghi, bastare l'altissimo numero di defezioni di quest'anno dove l'Europeo vale più con due pass per i Giochi di Rio.

Inoltre è bene ricordare un concetto aureo che deriva dalla casistica: la somma dei giocatori NBA, nella logica di un risultato sportivo, non ha mai determinato la sicurezza di un risultato. Più che mai se fra quei giocatori, pur grandi, manca l'asse portante di un vero team, da sempre costituito dal  play e il centro. Abbiamo un play e un centro ad hoc?. Dopo aver riposto che ci si deve arrangiare,  pensiamo sia utile un piccolo consiglio: sarà bene, e subito, prima di decidere i 12  fare scelte precise sulla squadra e sul gioco, per sfruttare al meglio  le opzioni NBA, naturalmente valutando vantaggi e svantaggi, disponibilità, duttilità, caratteristiche degli avversari.

 

L'ultima settimana oltre al successo della Germania  ha fatto comprendere come la Polonia con un coach americano che ha lavorato anche in Europa, Mike Taylor, è diventata una squadra rispettabile grazie a un pivot di ruolo come Marcin Gortat grazie al quale i Wizards hanno fatto lo scatto decisivo per arrivare ai playoff NBA, come nemmeno Michael Jordan era riuscito a fare. Più del fumo, conta dunque  l'arrosto, si torna alla storia all'Italia dei numeri uno, dei sogni del presidente,  e intanto sarà meglio capire bene  il problemino di Gigi Datome, anche se non specificato. Il comunicato della FIP fa sapere infatti che"Il capitano della Nazionale Gigi Datome, uscito precauzionalmente anzitempo  nell'ultima gara del torneo di Koper contro la Slovenia, è stato sottoposto a una risonanza magnetica con esito negativo.In considerazione dell'affaticamento muscolare, Gigi sosterrà alcuni giorni di allenamento differenziato".

Intanto dopo Spagna e Polonia anche Grecia e Belgio hanno comunicato i 12 per gli europei. La Grecia,  che dopo non aver avuto con Andrea Trinchieri il successo sperato anche se è già in azione un movimento d'opinione yuppie che lo vuole al posto di Pianigiani,  ha puntato sul giovane ex assistente di Ivkovic all'Aek,  Fotsis  Katsikaris del quale si ricorda il bidone fatto ai russi quando al termine delle Olimpiadi  Blatt lasciò la squadra. Formazione di tutto rispetto, se si ragiona per somma di giocatori NBA, ne ha ben  4: la star nascente di origine nigeriana Giannis Antetpkounpo titolare nei Bucks, gli oriundi Nick Calathes e Kostas Koufos che a Denver era centro titolare e giocherà con Belinelli ai Kings, e Kostas Papanikolau scaricato dai Rockets ma sempre uno dei migliori giovani europei. Ma il blocco europeo è davvero  quanto mai solido ed esperto, un play maturo e incisivo come Nikos Zisis, oltre la bandiera e MVP europeo Vassilis Spanoulis. Ha richiamato Yannis Bourousis che scaricato dall'Olimpia ha trovato di meglio, un posto al Real e gioca e s'impegna più adesso che 10  anni fa.

La Grecia ha voluto rimanere un po' defilata in questa fase di preparazione preferendo giocare a Xanthi dove ha dato 25 punti alla Russia che vedremo questo fine settimana al torneo di Trieste orfana dei migliori giocatori, fra cui i due centri dell'era-Blatt, Mozgov e Sasha Kaun il quale ha firmato nei giorni scorsi un biennale con i Cavaliers.

Per quanto riguarda il Belgio che ha sfiorato la vittoria con la Francia, debutta come naturalizzato l'americano Matt Lojeski (Olympiacos), e due giocatori-chiave hanno giocato in Italia, il congolese Jonathan Tabu (Cantù, Cremona, 4 partite con l'Armani) e la guardia Sam Van Rossom (Armani e Pesaro). La squadra di Eddie Caastel, il veterano dei coach dell'Europeo al suo decimo anno, può dire la sua nel girone con afro-americani, vari indigeni fra cui il quotato Hervelle (ex Real) e anche l'oriundo italiano Lionel Bosco.

ATTIVITA' PRE-EUROPEI

HOMBURG (Germ)- Ergo Cup: Germania-Polonia 82-69 (18 D.Nowitzki, 16 T.Pleiss; 14M.Gortat + 8r, 10 M.Ponikta); Germania-Turchia 68-66 (19 H.Schaffartzik, 14 T.Pleiss, 13 R.Benzing; 17 S.Erden, 17 B.Dixon/Ali Mohammad);  Lettonia-Polonia 81-80 (26 K.Berzins, 11 R.Freimanis; 23 M.Gortat + 7r; 19 Waczynski). Classifica finale: 1 Germania, 2 Turchia, 3 Lettonia, 4 Polonia.

XANTHI (Grecia) - Torneo Internazionale: Grecia-Russia 80-65 (16 G.Printezis, 16 I.Bourousis, 14 Koufos +11r; 27 S.Antonov, 10 A.Zubkov); Rep.Ceka-Bosnia Erzegovina 98-93 (22 T.Satoransky, 15 J.Welsch; 24 A.Stipanovic, 14 M.Sutalo). Classifica finale: 1 Grecia, 2 Russia, 3 Rep.Ceka, 4 Bosnia Erzegovina.

TEL AVIV (Israele) - Serbia-Israele 79-71 (16 M.Raduljca, 11 Z.Ereg, 9 N.Bjelica, 9 S.Markovic; 14 L.Eliyahu, 9 S.Dawson); Serbia-Israele 85-70 (16 N.Nedovic, 13 M.Simonovic, 11 M.Raduljca;  20 S.Dawson, 12 L.Elyau).

KOPER - Adecco Cup. 3.a g:  Slovenia-ITALIA 76-67 (15 U.Slokar, 14 Z.Dragic, 12 M.Prepelic, 11 M.Zupan; 16 Hackett, 16 Belinelli); Ucraina-Finlandia 75-70 (14 M.Pustoyonov, 13. K.Fesenko, 13 J.Randle; 17 J.Wilson, 15 P.Koponen). Classifica finale: 1 Slovenia 3/0, 2. Ucraina 2/1, 3. ITALIA 1/2, 4.Finlandia 0/3.

TRIESTE - Torneo internazionale (Palarubini): 28 ago ven: ore 18 Russia-Michigan State Spartans; 20.30 ITALIA-Georgia; 29 ago sab: 18 ITALIA-Michigan (anticipata per esigenze Tv); 20.30 Russia-Georgia; 30 ago dom: 18 Georgia-Michigan, 20.30 ITALIA-Russia

 A cura di ENRICO CAMPANA

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