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Dal 28 settembre

L'opera omnia di Primo Levi in inglese

26 agosto 2015, 20:43

L'opera omnia di Primo Levi in inglese

Per la letteratura italiana in America l'appuntamento dell'anno è il 28 settembre. Quel giorno Primo Levi diventerà il primo autore italiano di tutti i tempi le cui opere complete, comprese le pagine sparse, saranno pubblicate in lingua inglese da uno stesso editore. Non era mai accaduto prima: nemmeno per Dante, nemmeno per Manzoni. Il merito è della casa editrice Liveright, che Robert Weil ha fatto rinascere come divisione di W.W. Norton di New York.

«Un trionfo del valore e dell'identità umana sulla patologia della distruzione»: il premio Nobel per la letteratura Toni Morrison ha scritto l'introduzione a «The Complete Works of Primo Levi», l'edizione in tre volumi dell'opera omnia dello scrittore italiano ritradotta ex novo o, nel caso di «Se Questo e un uomo» revisionata dal traduttore originale nel 1959, lo storico inglese Stuart Woolf, che l'anno dopo si cimentò con La Tregua. «Avevo letto una o due delle sue cose anni fa», ha spiegato l'autrice di Beloved, «ma ora ho dovuto rileggere tutto. Levi era sopraffatto dagli esseri umani e dal linguaggio e su come preservare quanto i nazisti cercavano di cancellare».

Ann Goldstein, responsabile del Copy Desk al New Yorker e traduttrice in inglese di Elena Ferrante (l'ultimo dei quattro «romanzi napoletani» esce in questi giorni negli Usa), ha curato l'edizione che ha richiesto ben 15 anni di lavoro. Nove traduttori si sono cimentati con la lingua di Levi, tra cui Jonathan Galassi, il direttore editoriale di Farrar Straus and Giroux, per le poesie, e Michael Moore a cui è stato affidato l'ultimo libro, Sommersi e Salvati. Sono stati rivisti i titoli delle opere più famose, modificati all'epoca dagli editori americani per ragioni commerciali: «Se questo è un uomo» divenne «Survival in Auschwitz» e «La Tregua» fu cambiato in «The Reawakening». Da Torino, Domenico Scarpa del Centro Studi Primo Levi ha lavorato come consulente, firmando inoltre gli apparati storico-critici dei tre volumi.

Weil ha impiegato cinque anni ad acquisire i diritti. La Goldstein, traduttrice anche di Leopardi e di autori diversi come Baricco, Bilenchi, Calasso, Piperno, è salita a bordo nel 2004 e ha dato il suo contributo diretto con «La Tregua» e «Tavola Periodica degli Elementi». «Quando abbiamo cominciato a leggerne le traduzioni inglesi, ci siamo accorti che, data la loro natura incompleta, avevamo l'opportunità di presentare Levi come si era presentato lui stesso: presentare cioè i libri come erano usciti in italiano, cronologicamente e nello stesso formato», ha spiegato nell'introduzione la curatrice.

Cancellati dunque adattamenti e smembramenti cui finora l'opera di Levi era stata sottoposta negli Stati Uniti. La nuova edizione non si è arresa di fronte a quei racconti, o saggi, basati su giochi linguistici o che riguardano argomenti troppo «italiani». Alcuni traduttori hanno offerto le loro riflessioni in una postfazione: quella di Woolf è uno straordinario racconto dell'incontro del giovane storico inglese con il chimico-scrittore, l'inizio di una amicizia durata fino al suicidio nel 1987.

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