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Tecnopali, la speranza nell'offerta di Bagatti

Un imprenditore interessato all'azienda in crisi. Ieri protesta dei lavoratori in via Repubblica: traffico bloccato

29 agosto 2015, 14:38

Tecnopali, la speranza nell'offerta di Bagatti

Autobus incolonnati e traffico bloccato in centro storico a causa della protesta dei lavoratori della Palitalia, l’azienda di via Pizzolese che dopo la dichiarazione di fallimento avvenuta il 21 luglio vede a rischio l’occupazione di 78 dipendenti.
In occasione del tavolo istituzionale convocato ieri in prefettura, poco più di una ventina di lavoratori ha bloccato il traffico, all’altezza di palazzo Rangoni, per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sul futuro degli stabilimenti produttivi di Parma e di Anagni nei quali lavorano circa 160 addetti. Per tre ore, dalle 9 alle 12, strada Repubblica è rimasta tagliata in due, mentre i lavoratori attendevano in strada il resoconto dei sindacati rompendo la monotonia dell’attesa con l’assordante rumore dei fischi e delle sirene. «Nessuno tocchi il nostro lavoro. Mobilità mai. Si cigs», si leggeva su uno striscione appeso sul palazzo della prefettura, che in una frase spiega lo sconcerto dei lavoratori di fronte alla decisione dei curatori fallimentari di sciogliere i contratti di lavoro mettendo in mobilità il personale, vista l’inesistenza di presupposti a favore del ricorso alla cassa integrazione straordinaria.
«Esiste un imprenditore, Massimo Bagatti, a capo di una cordata di imprese, disposto a formalizzare la proposta di rilevare l’attività produttiva. Nel caso in cui questa proposta dovesse dare le giuste garanzie, i curatori sono disponibili ad aprire la cassa integrazione, assicurando una ripresa delle attività produttive», afferma Lucia De Cavalcanti, segretario generale Fiom, al termine del tavolo in prefettura. La prossima settimana è atteso un nuovo incontro per vedere se ci saranno le condizioni per una ripresa, evitando così l’ipotesi dei licenziamenti collettivi.
Intanto, una nota diramata dalla prefettura pone l’accento sul problema del pagamento delle mensilità arretrate, mentre Daniele Valentini, segretario provinciale della Uilm, ricorda: «Ci auguriamo che gli imprenditori interessati possano realizzare l’acquisto o l’affitto di questo polo aziendale che paradossalmente sta morendo nonostante l’esistenza di commesse».
Raggiunto telefonicamente, Massimo Bagatti chiarisce le proprie intenzioni: «Già sei mesi fa avevo manifestato un interesse quando l’azienda era in concordato. Ora abbiamo presentato una nuova manifestazione di interesse ai curatori, che entro l’inizio della prossima settimana riceveranno una proposta vincolate d’acquisto del ramo d’azienda di Parma. Per quanto ci riguarda vorremmo però avere garanzie sul contratto d’affitto con l’attuale proprietario del capannone, vorremmo conoscere l’efficienza dei macchinari e vorremmo sapere se i contratti in essere con Enel esistono ancora». P.Dall.