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Principi azzurri per le nozze con Sky

Con 360 ore di trasmissione in due settimane all-basket la nazionale italiana agli europei guarda ai Giochi di Rio, ma anche al suo futuro e il CT Pianigiani conseguentemente porta a Berlino anche i giovani Polonara e Della Valle.

01 settembre 2015, 23:20

Principi azzurri per le nozze con Sky
La marca d'avvicinamento  all'Europeo in chiave "Road To Rio" s'accorcia con le scelte dei 12  di Simone Pianigiani, arrivate dopo le 18. Argomento da liquidare in poche righe perchè il CT  ha usato la logica e ha anche aperto una finestra sul futuro, magari pure il suo,  prendendo atto dell'ultimo esame di Trieste. E  promosso i gioielli reggiani Polonara e Della Valle sulla base dei progressi e i risultati di questa stagione, ma per aver due volte messo il sigillo in questo torneo che si voleva della verità, non facile dopo il flop sloveno.
Della Valle ha segnato il canestro della vittoria a 7" secondi coi georgiani evitando una prostrazione generale, perché oltre all'assenza di Datome (che per il medico, il dottor Senzameno, è in via di risoluzione e da domani tornerà ad allenarsi a Berlino) è arrivata la sera stessa anche la distorsione alla caviglia di Bargnani che ha seguito il torneo da spettatore, mentre nella gara di sabato Polonara è sembrato un americano bravo quando i promettentissimi americani di Michigan State che si sono sgonfiati quando, arrivato in un grappolo di rimbalzo, è sceso dall'alto con uno slam dunk raro per il repertorio degli italiani. La rosa era di 16, Vitali è rimasto fuori per infortunio,  Beppe Poeta è arrivato a 100 partite senza aver fatto un salto di qualità mettendo nel suo repertorio un jump in controtempo o provato a diventare uno specialista da 3 e fare pesi, Pascolo non è ancora per questo livello, l'anno scorso era ancora in A-2 e anche lui dovrà mettere muscoli per giocare vicino a canestro, rimane Cervi. Credo che possa dipendere dal ginocchio, i medici hanno assicurato che s'è sempre allenato regolarmente, ma Milano l'ha ricusato per le visite mediche e forse la cosa gli ha nuociuto. Personalmente un giocatore di 2,14, specie se hai solo un pivot di ruolo (Cusin), non è un lusso, ma forse il rifiuto di Milano è stato un piccolo trauma anche se Avellino gli ha fatto un buon contratto e lo farà giocare da titolare, cosa difficile nell'Olimpia.
 
Quasi senza accorgersene siamo già dentro  il clima di vigilia. Si pensava che Pianigiani dopo l'utile esame finale di Trieste annunciasse direttamente i 12, invece si è preso ancora 48 ore di tempo, avuta garanzia dal suo staff che non ci saranno problemi per il recupero di Bargnani  (risentimento muscolare alla coscia) e di Bargnani per il debutto con la Turchia. Il fatto positivo, ripetiamo,  è l'aver avuto e dato  risposte interessanti  per quanto riguarda la linfa giovane. Soprattutto "Flying Boy" Polonara che si chiama Achille, nome guerriero, è in via di continua esplosione e in grado di incidere in gare in cui servirà uno scatto di ritmo ed energia  o serve un cambio tattico come  ala piccola o guardia  per Gentile e Aradori  e anche per il tiro da 3 punti he calibrato bene sia dall'angolo che dal centro, e riesce a seguire a rimbalzo dove non salta meno di Tamberi davanti ai 2,30.
 
Sabato 5  comincia per lo sport italiano il lungo settembre azzurro con gli europei di basket, la World Cup di volley in Giappone e i mondiali di rugby di Londra che per Sky Sport significa potenzialmente un nuovo polo interessante, investendo mezzi e risorse umane tali da trasformare il parquet al livello di un piano alto da sport-spettacolo. Non più un'avventura episodica, a cachet o sprimentale, mancava proprio un progetto-leader  che ai vertici dell'azienda televisiva leader della Pay Tv è stata studiata, analizzata e  sposata con entusiasmo e passione mai riscontrati alla vigilia di un evento sportivo extra-calcistico. Ed ecco 360 ore complessive, di cui 100 live, le notti bianche (o azzurre) del basket.
 
Questo si  è ben capito nella conferenza stampa di Trieste  per presentare una sorta di ciclo  emozionale di gare in grado di portare in varie discipline  alternative al calcio un salto di qualità.  E farne un polo affine, se l'unione fa la forza. Soprattutto un'occasione  unica, magari l'ultima dopo aver bruciato anni fa un rapporto per un piatto di lenticchie, per far lievitare finalmente l'interesse per il basket come fenomeno non più solo di èlite . Perché rispetto ai concorrenti , d'accordo,  è più tecnico e potenzialmente spettacolare, ma non vanta i risultati del volley né può essere accettato (o spacciato) come  fatto di costume eccellente nonostante batoste da cucchiaio di legno.
 
Gianni Petrucci uscito dalle Olimpiadi con  discreto successo come presidente CONI, vuole tornarci adesso con la "sua" squadra di basket, la vede  importante adesso anche per la prospettiva da lui creata di riuscire ad avere il network ad hoc. E dimostrare  con un risultato l'equazione proposta  ai delegati che gli davano il voto il giorno in cui tornava a guidare il basket , quando proclamò: "La Nazionale prima di tutto".
 
Francamente si è speso (e anche speso), ma non poteva fare di meglio, ottenere di più; il marketing costa, soprattuto quando precedentemente  si è fatto poco e male. E' riuscito a rompere schemi di nascenti  avventure televisive fragili o tardive quando lo streaming suggeriva prudenza a chi pensava che la Tv fosse una scatola magica senza pensare che l'imperizia può essere un boomerang micidiale.  Petrucci come Penelope, ha messo a punto un'occasione per il ritorno di Sky, ma Parigi val bene una messa.  Per la prima volta con 19 euro, il costo di una dozzina di caffè nei 12 giorni dell'evento  o di due visioni nelle sale cinematografiche,  il basket sarà accessibile a tutti, tramite anche su Internet e il pc. M per chi ama il basket, o vuole avvicinarsi per la prima volta, finalmente  non ci saranno più pregiudiziali sulle brutte immagini, sui commentatori da circolo Pickwick, sugli ospiti raccomandati o poco raccomandabili, sulla preparazione della regia, il pericolo di interruzioni improvvise perché nelle stanze dei bottoni c'è qualcuno che  conta di più. Non ci sarà bisogno di dover genuflettersi davanti al politico importante di turno  per garantire un appuntamento quotidiano di sport perfetto per la famiglia trasformandolo per due settimane in uno spettacolo a puntate. Atteso e preparato come fosse un appuntamento teatrale , contando i minuti fra una gara e l'altra. E  vissuto come fosse un'esclusiva, sia  per chi è spinto da ragioni di tifo o dalla qualità di gioco  di un europeo o semplicemente per vedere se davvero se questo stesso sport che altri maltrattano può diventare con accuratezza teatrale e amore un momento di intrattenimento o persino di magia, da vivere con gli amici o in famiglia. E da rimpiangere quando tutto sarà finito, aspettando con ansia un nuovo ciclo di partite.
 
A cura di ENRICO CAMPANA

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