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Basket

Campana: "Italia da 9"

Il giornalista, grande esperto di basket, per Sportal.it ha stilato le pagelle della emozionante gara di Berlino.

13 settembre 2015, 11:20

ITALIA 9 - La cabala aveva visto giusto, ogni 16 anni l'Italia vince in Francia un europeo e dopo Nantes '83 e Parigi '99 l'Europeo 2015 è iniziato sotto i migliori auspici per infilarsi nella lotteria della fase finale di questo europeo a Lille che potrebbe cambiare le gerarchie e costituire la pietra miliare di un ricambio generazionale e mandare in pensione tutto un gruppo di senatori e vecchi teatranti.  Ci va in maniera tipicamente italiana, da realtà romanzesca, ma ciò che il campo ti offre non è contraffatto, ci va perché una squadra che sembrava non riuscire a dimostrare il proprio valore si è immolata nel tormento, ha avuto la lucidità e l'incoscienza di superare ogni ostacolo, ha accettato le critiche, si è guardata dentro trovando quel magico invisibile filo d'Arianna che con l'aiuto della fortuna ha dipanato pazientemente  per raggiungere il massimo usando  personalità, orgoglio, classe individuale, forza di gruppo per firmare due grandi imprese.  E ci mancava pure il supplementare a rendere più esaltante questa vittoria.

Dopo la Spagna è stata sotto di 10 nella gara che poteva con la sconfitta segnare l'addio alla fase finale, giocava contro una Germania ben attrezzata che ha chiesto a Dirk Nowitzki di tornare  a 35 anni dopo aver già preso congedo dalla nazionale, ha giocato nell'arena di Berlino brulicante di tifosi e passione ed è riuscita a sopravvivere a una cucchiaiata a 1" della sirena, con la palla che ha girato sul ferro, di Dennis Schroder l'incredibile scricciolo nero col biondo pennacchio che ci è costato lacrime e sudore  e poi è riuscita, superata la paura, ad acquistare sicurezza per le  mazzate finali dei suoi bomber. Micidiali dal terzo tempo fino al break nel supplementare  ancora Gallinari e Belinelli che hanno capitalizzato il lavoro, il sacrificio, il coraggio dei compagni, perché hanno giocato una grande partita anche Bargnani e Gentile fuori per falli e Aradori. Il bresciano che quest'anno ha girato i parquets europei proprio nel momento in cui sembrava il favore dalla parte dei tedeschi, ha artigliato due rimbalzi d'attacco sui 9 totali, miglior rimbalzista di un'Italia senza un centro di classe AA, e questa è una delle tante cose incredule che fanno capire  che il destino in qualche modo premia chi lotta e non s'arrende mai nella forme più strane.

L'Italia va a Lille vincendo  dunque una partita di carattere e anche un po' eroica. La Germania si dimentica Nowitzki che ha faticato molto negli ultimi possessi e rischia di non andare alla fase finale se non batte la Spagna.

Rimane adesso per gli Azzurri la partita di giovedì pomeriggio con la Serbia, già un testa per capire se si può giocare per la medaglia e la qualificazione diretta per Rio. L'Italia passa con Serbia, a oggi la prima della classe, con la Turchia, chi vince fra tedeschi e spagnoli prende il 4° posto che significa andare contro la Francia campione d'uscente negli ottavi. Per la Spagna è davvero una brutta situazione, e lo deve all'expolit dell'Italia e a certe scelte sbagliate al suo interno.

Guardando avanti tra le tre possibili avversarie del girone della Francia sono Israele, Finlandia e Polonia, decisivo giovedì il match diretto Finlandia-Polonia.

LE PAGELLE

Gallinari 8 - La stella più lucente dell'Europeo, il giocatore più importante della generazione che sta prendendo il potere. Giocatore totale, un guerriero che strega le partite  e gli avversari con un potere quasi ipnotico. Non c'è cosa che non sappia fare, giocare pulito, da artista, e  con mestiere e furbizia di un campione di 35 anni.

Belinelli 6.5 - Ha messo alcuni canestri importanti quando la palla scottava, non aveva iniziato in maniera splendente, non ha forzato ha aspettato il suo momento e  raccolto, a dispetto delle statistiche, il frutto della sua crescita; certo dicono i tecnici  che se penetrasse di più, come fanno le guardie americane coi quali si confronti nella NBA, sarebbe un giocatore completo e unico in Europa.

Melli 6 - Apparizione positiva, senza danni, in fondo potrà raccontare che i suoi due tiri liberi hanno permesso alla squadra di andare ai supplementari mentre molti pensavano già di dover fare il bagaglio per tornare a casa, magari fra i fischi.

Cusin 6  di fiducia - Utile anche per un solo minuto, il suo vero problema è stata in fondo l'esplosione di Bargnani che sarebbe stato folle non favorire per seguire convinzioni tolemaiche. Ubi major minor cessat.

Della Valle ne

Polonara ng - Una breve apparizione che lo ripaga di un anno di progressi, ma come per Della Valle crediamo la fase finale potrebbe vederli in campo nelle rotazioni.

Bargnani 7.5 - Segna canestri importanti, lotta col totem Nowiztki, non si spezza e non si piega e gli è alla pari senza avere l'aureole di star. Non è un leader ma il suo apporto si sente, non si viene premiati come n.1 del draft senza essere un giocatore e una persona senza qualità. E' stato lui all'inizio ad attaccare il canestro tedesco.

Gentile 7.5 - Sta diventando un grandissimo giocatore a soli 22 anni. E' sempre decisivo, non ha paura di niente, guai se la Benetton non l'avesse mandato in campo a 16 anni e a 18 propri sui campi tedeschi ha avuto la sua consacrazione.

Aradori 7 - Se abbiamo vinto contro Germania ed Islanda (e non dimentichiamo la gara con la Spagna) il merito e suo. Sempre più il sesto uomo per eccellenza capace di giocare da titolare, un giocatore a pronta presa sul quale era scesa una coltre di oblio nella parentesi veneziana. Un giocatore totale, positivo, capace di sdrammatizzare

Cinciarini 6.5 - Gioca la sua miglior partita finora ma non nel ruolo di play, come si dice l'importante è esserci sugli albi d'oro.

Hackett 6 - Ancora molto in difficoltà, un paio di tiri concettualmente sbagliati più che forzati stavano per essere un boomerang per la squadra, ma non ha perso palloni e la testa. Ancora non pervenuto. Può portare Pesaro o Siena a fare faville, ma ha bisogno di una squadra sua, è un atipico, il suo futuro si parrà nell'Olympiacos.

Pianigiani 7 - Non ha sbagliato un cambio e anche con quintetti non proprio a prova di bomba ha saputo non mollare, è stato bravo a chiamare subito il time out quando i tedeschi hanno allungato di 10 e l'arena di Berlino si è riscaldata, puntando sui giocatori di riferimento. Magari poteva dare meno spago a Schroeder,  certo si è sofferto nel vedere l'Italia in balia di un bassotto ancorché bravissimo negli slalom, nei dribbling , capace di passare attraverso le difese con tanta destrezza tanto da meritare un posto nella NBA negli Hawks. Ma alla fine un solo campione  pur grandissimo,  più mezzo Nowitzki, qualche flash di Pleiss e Benzing che non riescono mai a sfruttare le doti fisiche, qualche lampo di Zipser non sono serviti a mette ko l'Italia. Coach Fleming ha pagato il debutto, prendere Gavel gli ha fatto perdere Schaffartzik, il play di 100 partite, proprio il Pianigiani meno tolemaico ha fatto capire che nello sport il pragmatismo non paga, il rischio è più eccitante.

A cura di Enrico Campana

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