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CATTEDRALE

Il campanile del Duomo torna alla città

Cerimonia ufficiale, inaugurata una targa. Il vescovo Solmi: «Un bel segno per Parma». Lavori per un milione e 200mila euro

di Luca Molinari

21 settembre 2015, 15:58

Il campanile del Duomo torna alla città

Il campanile del Duomo è tornato al suo antico splendore. Ieri mattina in vescovado è avvenuta la cerimonia di restituzione alla città della torre campanaria, a cui è seguita la scopertura di una targa e la benedizione del vescovo Enrico Solmi.

Nei mesi estivi, a quasi sei anni di distanza da quel fatidico 22 ottobre del 2009 - quando alle 2.29 della notte un fulmine colpì in pieno la cuspide del campanile del Duomo, causando un grave incendio – è terminato lo smontaggio della «ragnatela» di ponteggi che avvolgeva la torre campanaria dal marzo 2010. Ora il campanile – risalente al 1200 e alto più di 60 metri –è visibile in tutta la sua bellezza.

La presentazione dei restauri – effettuati dalla Fabbriceria della Basilica Cattedrale con il fondamentale contributo di Fondazione Cariparma assieme alla Cei, alla Cattolica assicurazioni e alla Chiesi Farmaceutici – si è aperta con gli interventi del vescovo Solmi, del sindaco Federico Pizzarotti e di Paolo Andrei, presidente della Fondazione Cariparma.

«Si tratta di un momento di grande soddisfazione - ha dichiarato Andrei – perché la Fondazione si è impegnata a contribuire in maniera significativo al restauro del Campanile.

La torre campanaria rappresenta un segno identificativo di tutta la città, un monumento di grandissimo valore artistico che si trova all’interno della piazza più bella di Parma». Parole ribadite dal sindaco.

«Viene restituito alla città uno dei suoi patrimoni artistici più importanti – ha sottolineato Pizzarotti –. Dopo sei anni questa stupenda piazza mostra il suo volto senza cicatrici».

Monsignor Solmi si è soffermato anche sul valore simbolico del campanile restaurato. «Questo restauro – ha rimarcato – rappresenta un bel segno per Parma perché invita la nostra comunità a prendere forza e a guardare oltre ad una situazione che potrebbe sembrare difficile e avvilente, impegnandosi a risolvere problemi che ci trasciniamo e a guardare al futuro con maggiore fiducia».

Sauro Rossi, presidente della Fabbriceria, ha illustrato nel dettaglio i lavori svolti nel corso di questi anni con l’aiuto del presidente onorario Gualtiero Savazzini. Una prima parte dei restauri – costati circa 650 mila euro - si è conclusa nel gennaio del 2013, quando la cuspide è stata liberata dai ponteggi e la statua dell’Angiol d’Or ha ricominciato a guardare e a «proteggere» dall’alto la città. A distanza di poco più di due anni anche i restauri della torre campanaria sono terminati. Uno spettacolo mozzafiato reso possibile anche grazie al lavoro svolto dalla ditta «Archè restauri». L’importo complessivo dei lavori supera la cifra di 1 milione e 200 mila euro (cuspide compresa).

Il vicario episcopale don Alfredo Bianchi ha quindi ripercorso il contesto storico in cui è sorto il campanile. «Nel dodicesimo secolo piazza Duomo si completa con la realizzazione del campanile – ha spiegato – Proprio in quel periodo nasce la piazza del Comune e avviene anche una prima separazione tra compiti spirituali e materiali, fino a quel momento affidati alla Chiesa». Sono quindi intervenuti l’architetto Alberto Bordi e la dottoressa Silvia Simeti.