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FEDERCONSUMATORI

Truffe: un'asse da stiro a peso d'oro

E poi finti addetti Iren, phishing, finanziare disoneste: come difendersi. E c'è anche il falso quiz che ti fa sottoscrivere un abbonamento a un servizio telefonico

di Beppe Facchini

12 ottobre 2015, 19:56

Truffe: un'asse da stiro a peso d'oro

Dalla signora «intortata» per bene al punto da acquistare un’asse da stiro a 1.700 euro, alla giovane professionista che per poco non si è ritrovata a sottoscrivere l’abbonamento mensile per un servizio telefonico semplicemente rispondendo ad uno dei tanti quiz ammazza tempo su Facebook.

Aumentano i parmigiani che si rivolgono a Federconsumatori per segnalare truffe. E vittime, o salve per un soffio, secondo le richieste pervenute all’associazione presieduta da Fabrizio Ghidini, sono soprattutto le persone sole in casa per gran parte della giornata (anziani, ma anche casalinghe), finite nel mirino di chi vuole guadagnarsi la pagnotta con raggiri sempre più fantasiosi.

«A Reggio Emilia c’è un’esperienza interessante che potremmo ripetere a Parma - spiega Ghidini - ovvero una rete tra enti locali, sindacati dei pensionati, forze dell’ordine e associazioni di consumatori per fornire assistenza e informazioni utili». Nella sede di via La Spezia 156, comunque, è già attivo lo Sportello Sos Truffe e chiunque può chiedere una mano telefonando allo 0521-508949 o scrivendo a segreteria@federconsumatoriparma.it.

Considerando l’aumento del fenomeno, normative e contratti talvolta poco chiari e tecniche sempre più affinate da parte dei truffatori, per qualcuno è il caso di fare di più. Come per l’avvocato Silvia Dodi, consulente di Federconsumatori, e Paolo Tazzini dello Sportello utenze energetiche, che fanno alcuni esempi di raggiri più frequenti negli ultimi tempi. A partire da chi bussa alla porta con la scusa di un sondaggio e chiede una «semplice» firma per la privacy nascondendo contratti per acquisti fino a 4.000 euro.

Poi c’è chi mostra a finti incaricati di Iren la propria bolletta, facendosi rubare dati fondamentali; chi accetta inconsapevolmente prestiti da finanziarie addirittura dal parrucchiere; chi si imbatte in truffe telefoniche, con addetti che promettono sconti sulle utenze troppo vantaggiosi per essere veri; chi è vittima del cosiddetto «phishing», ovvero email di banche o Poste falsificate a regola d’arte per farsi consegnare informazioni utili all’accesso ai propri conti o a sottoscrivere contratti indesiderati. Rivolgersi alle associazioni di consumatori, denunciare e non sentirsi in colpa per essersi fatti ingannare, è il modo migliore per mettere in moto la macchina della verità e smascherare i truffatori.