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«Il guadagno non ripaga della fatica spesa»

Commercio: parla Giovanni Ferrari, barista dal 1993

17 ottobre 2015, 21:16

Una volta chi aveva un bar restava nello stesso negozio per una vita intera. Poi qualcuno ha capito che era meglio aprire, avviare l’attività e cambiare nuovamente zona per avere nuovi stimoli nello svolgere una professione che fra tasse e costi di gestione stava diventando sempre più stancante. Adesso anche questo modello di fare impresa sembra essere entrato in crisi. Il perché lo spiega Giovanni Ferrari, barista dal ‘93 sulle orme del nonno e del padre. «Ora c’è sempre più paura ad investire, perché dopo 14 ore di lavoro in una giornata non restano più tanti soldi in tasca, e quindi il guadagno finale non ripaga della fatica spesa», afferma dal suo locale «L’angolo del caffè» in via Nievo, a due passi dalla chiesa di via Isola.
«Questo è il sesto bar che gestisco – racconta –. Il primo è stato in largo Parri, poi mi sono spostato in strada Montanara, in via Abbeveratoia e in piazzale Boito. Ho sempre deciso di cambiare perché questo è un lavoro duro che necessita sempre di nuovi stimoli. Al contrario, mio padre ha gestito un bar in via D’Azeglio dal ‘53 agli anni Novanta». Con l’arrivo dell’euro, sostiene Ferrari, le tasche degli italiani si sarebbero impoverite, mentre la crisi e le nuove tasse hanno assestato il colpo definitivo alla capacità di spesa delle famiglie. «Fino a pochi anni fa molte persone venivano a fare colazione al bar tutti i giorni – fa notare -. Ora non è più così. La gente preferisce risparmiare durante la settimana per concedersi una pizza al sabato sera. I mutamenti del mercato del lavoro hanno poi reso tutti più timorosi, c’è più paura nello spendere anche pochi euro, e questo mi preoccupa se penso al futuro dei miei figli».p.dall.