Archivio

salute

Morte perinatale, oggi i genitori non sono più soli

di Margherita Portelli

17 ottobre 2015, 20:46

Morte perinatale, oggi i genitori non sono più soli

Le parole fanno fatica all’inizio: arrancano in gola mentre gli occhi tradiscono, come due specchi, l’emozione che chiede di uscire. Le mamme e i papà che ieri hanno preso parte al «Babyloss awareness day», organizzato alla Biblioteca di Alice dall’associazione Ciao Lapo onlus, hanno affrontato il tema doloroso e troppo spesso sfuggito della perdita di un figlio. Perché di questo si parla, quando si tratta la questione della morte perinatale.

Una gravidanza su sei, nel nostro Paese, si conclude con l’aborto spontaneo o termina con la perdita del figlio al momento del parto. 2600 famiglie, ogni anno in Italia, devono affrontare un lutto «zoppo»: un dolore pieno e devastante che, però, tende a essere velocemente coperto da un velo di silenzio da tutto il resto del mondo, che preferisce fare finta di niente, che «tanto sei giovane, ne farai un altro». Per raccogliere le esperienze dei genitori, aiutandoli a superare questa solitudine, ma anche per informare e sensibilizzare i professionisti sanitari, in tante parti del mondo il 15 ottobre si celebra la Giornata mondiale della consapevolezza sulla morte perinatale. «Non se ne parla, si tende a voler dimenticare, ma tu che quel bambino lo hai perso vuoi parlarne, ricordarlo, elaborare il lutto - commenta Francesca, una delle «mamme speciali» che hanno preso parte all’incontro -. Io cercavo qualcuno che mi dicesse: “Ci sono passato, alla fine ce la farai”, ma non trovavo nessuno, perché manca il coordinamento delle istituzioni. È grazie a internet, alla fine, che ho trovato altre mamme con cui confrontarmi». Un’altra mamma, che ha perso il suo piccolo alla 42esima settimana, lancia un appello agli operatori ospedalieri: «Fate sì che le mamme li possano vedere, toccare, dite loro che li possono seppellire. Tutto questo è determinante per il superamento del lutto». Anche un papà interviene: «L’uomo tende a fare il forte, ma il mio consiglio è di esternare il dolore, stando sempre vicino alle proprie compagne». Ad organizzare l’appuntamento parmigiano è stata l’associazione Ciao Lapo, non ancora presente a Parma. «L’associazione si occupa di salute perinatale, offre sostegno ai genitori che perdono un bambino durante la gravidanza o subito dopo la nascita e forma gli operatori» spiega la referente del Mippe (Movimento italiano psicologia perinatale), Erika Vitrano. Lei, insieme all’ostetrica premio Sant’Ilario 2014 Clelia Buratti e alla psicoterapeuta Eleonora Russo, vicepresidente di Futura, ha creato la rete dell’evento di ieri, che ha visto la partecipazione di tantissime mamme, ma anche di papà e bambini. Dopo un lungo confronto, le famiglie hanno acceso candele e liberato palloncini in cielo per quei bambini che, fra lacrime e sorrisi, vogliono ancora ricordare.