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Profughi: oggi nuovi arrivi a Baganzola

di Chiara Pozzati

17 ottobre 2015, 12:30

Profughi: oggi nuovi arrivi a Baganzola

E’ un centro ormai rodato quello dell’ex scuola di Baganzola, dove oggi dovrebbero arrivare tre nuovi richiedenti asilo. Ma cosa c’è oltre la struttura di accoglienza, che attualmente ospita 34 uomini e 5 donne?
«Ci sono cicatrici sulla pelle, testimonianze di botte, torture e sfruttamento. Non posso parlare della condizione dell’anima, ma delle visite mediche che effettuo ogni giorno e, con ogni certezza, posso dire che non mi sono trovato innanzi a patologie gravi che arrivano da lontano». Parola di Riccardo Campodonico, modi schietti da medico di una volta.
Ecco cosa emerge dal convegno «La vita di un profugo tra pregiudizi e realtà», andato in scena ieri nella sede della Croce Rossa.
Tante le voci di spicco che si sono alternate per svelare il dietro le quinte e squarciare i luoghi comuni. «Di cosa parlano i ragazzi appena arrivati? Di tutto sono esseri umani, felici di essere accolti, a volte spaventati. Chiedono del cibo e della scuola, il loro incubo? Quei documenti “miraggio” che sentono lontani» spiega Doumbia Yacouba, ivoriano d’origine, in Italia da sei anni e mediatore culturale nelle strutture d’accoglienza di Caritas.
Insieme a lui, di fronte alla sala gremita, siedono Alberto Scalera, anima del centro di Baganzola e pezzo da novanta nella
Cri nostrana, Stefania Pelosia della Protezione civile, Faissal Choroma, di Spazio Salute Immigrati, Michele Rossi di Ciac, Mohamed Kebe di Work in Progress.
Un pool di esperti dell’aiuto, in prima linea nel sistema di prima assistenza dei profughi. A fare da moderatrice è l’avvocato Serena Piro, mentre in rappresentanza del Comune (che ha patrocinato l’evento) è arrivata la vicesindaco Nicoletta Paci.