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Apple usa brevetti universitari, super-multa di 234 mln

18 ottobre 2015, 13:02

Apple usa brevetti universitari, super-multa di 234 mln

Sconfitta in tribunale per Apple. Dopo averla spuntata contro Samsung in varie battaglie legali, Cupertino deve cedere di fronte alla University del Wisconsin. Una giuria federale ordina ad Apple il pagamento di 234 milioni di dollari all’ateneo per aver infranto alcuni dei suoi brevetti. Ma Cupertino non intende mollare e annuncia battaglia. Presenterà appello contro la decisione, ritenendo i brevetti della University of Wisconsin non validi e quelli a sua disposizione in grado di coprire la tecnologia usata nei suoi processori.
L’Università plaude invece alla decisione, che «tutela le invenzioni brevettate». Secondo l’ateneo Apple ha usato illegalmente alcune delle tecnologie dell’Università nei processori di iPad e iPhone. Dopo la decisione della giuria, Apple ha messo in evidenza che il conto stabilito è elevato. Cupertino ritiene che sarebbe stato più appropriato stabilire un prezzo di 7 cent per ogni dispositivo che monta la tecnologia ritenuta illegale, per un totale di 10 milioni di dollari. La University of Wisconsin aveva chiesto 2,74 dollari a dispositivo per un totale di 400 milioni di dollari. Il caso riguarda i processori usati nell’iPhone 5, 6 e 6 Plus, ma anche alcuni iPad. L’University of Wisconsin ha avanzato un’altra azione legale nei confronti di Apple lo scorso settembre per la violazione degli stessi brevetti nell’iPhone 6S e 6S Plus.
L’università difende il suo brevetto registrato 17 anni fa, che è basato sulla tecnologia messa a punto da alcuni professori e studenti dell’ateneo. La scuola ha fatto causa nel 2008 a Intel per la violazione del brevetto. Le due parti hanno patteggiato lo scorso anno. «Riteniamo che la nostra tecnologia abbia preceduto i tempi. Venti anni fa abbiamo provato ad anticipare come i computer avrebbero dovuto operare oggi», afferma Gurindar Sohi, uno dei professori che ha sviluppato la tecnologia. «Il nostro gruppo ha investito l’equivalente di 11 anni di lavoro per risolvere questo problema».