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Fistole sotto la coda: difficili da guarire

Ditelo al veterinario a cura di Angelo Gresia

di Angelo Gresia

18 ottobre 2015, 23:06

Fistole sotto la coda: difficili da guarire

Gentile dottor Gresia,

il nostro pastore tedesco di 10 anni soffre di fistole intorno all’ano. Sono già due anni che il problema va e viene ma non si ottiene una risoluzione definitiva nonostante siano state fatte alcune cure farmacologiche.

Gentili lettori, la patologia di cui parlate, tipica del pastore tedesco e suoi incroci, anche se è stata segnalata in numerose razze canine di media e grossa taglia, prende il nome di fistole circumanali. Come avrete potuto constatare, essendo un’entità patologica le cui cause sono da considerarsi multifattoriali, le guarigioni definitive sono difficili da ottenere.

L’esordio dell’infiammazio-infezione sembra sia dovuto ad un interessamento delle ghiandole che sono poste intorno all’ano e, data la sede, dove le contaminazioni batteriche sono presenti, il processo si estenderebbe a tutti i tessuti circostanti. Nei pastori tedeschi la particolare conformazione della coda, larga e con ampia base di impianto, sarebbe forse all’origine di uno stato di inadeguata ventilazione della zona, con conseguente formazione di un’area poco pulita responsabile dell’inizio del processo. Negli ultimi anni, tra le varie cause, è diventata preponderante l’ipotesi di un disordine immunitario dove si ha una maggiore crescita di particolari cellule che “stimolano” la creazione dei tragitti fistolosi. La sintomatologia è variabile e va da un lieve fastidio a disagi più significativi con scoli purulenti e maleodoranti, dolore alla defecazione, dimagramento, debilitazione e sintomatologia estremamente dolorosa. voglio informarvi che nessuna delle terapie che citeremo, da sola od in combinazione con altre, sembra avere una validità universale; le recidive o le complicanze sono sempre frequenti. L’utilizzo di antibiotici sia a livello locale o sistemico, in associazione ad una correzione dietetica, possono contribuire al parziale controllo dei sintomi. Negli ultimi anni si utilizzano, con buoni risultati, potenti farmaci con caratteristiche immunosoppressive i cui riscontri clinici sono decisamente positivi. In ultimo, per la mia personale esperienza, confortata da molti lavori clinici a livello internazionale, un approccio chirurgico radicale del tessuto patologico si è rivelato in grado di fornire una soddisfacente percentuale di successi, in concomitanza ad una corretta terapia immunosoppressiva.