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Stop al traffico di cuccioli

Una campagna chiede al Parlamento Europeo l'approvazione di un sistema di identificazione unico

di Rose Ricaldi

18 ottobre 2015, 23:12

Stop al traffico di cuccioli

Una petizione per chiedere al Parlamento Europeo «l’approvazione di un sistema di identificazione e registrazione degli animali d’affezione unico per tutti gli Stati Membri» al fine di contrastare il traffico illegale di quattro zampe: si chiama “Protect our Pets” la campagna lanciata da Eurogroup for Animals, coalizione animalista di cui la Lega Anti Vivisezione è il partner italiano.

Ed è proprio la Lav, al motto di “Rendiamo visibile l’invisibile”, ad invitare tutti quanti a sottoscrivere la petizione all’indirizzo web www.protectourpets.eu per porre fine a questo commercio di sofferenza che coinvolge ogni anno circa 300.000 pet:

«Questi cuccioli – spiega la Lega Anti Vivisezione in un comunicato - vedono la luce in situazioni disumane e sono poco o per nulla socializzati. Vengono stipati in furgoni e bagagliai e trasportati per distanze enormi; troppo spesso sono a rischio di contrarre malattie trasmissibili o ne sono già portatori, con grave rischio anche per la salute pubblica. Persone ignare acquistano questi animali, spesso online, altre volte in negozi o allevamenti conniventi, a prezzi molto “concorrenziali” rispetto a quelli di mercato. Il risultato? Cuccioli che muoiono dopo qualche giorno, o poche settimane, oppure sono molto malati, tanto da richiedere costosissime cure veterinarie. Molto spesso, a causa della scarsa o assente socializzazione, crescendo rivelano patologie comportamentali, a volte anche gravi e difficilmente recuperabili».

Il nostro Paese è purtroppo uno dei punti d’arrivo di questo ignobile mercato che vede soprattutto negli Stati dell’Est Europeo la propria base di partenza. Nel 2010, dopo diverse campagne sul tema condotte proprio dalla Lav, in Italia è stato introdotto il reato di traffico illecito di animali da compagnia con l’approvazione della legge 201/2010, la prima in Europa:

«Questa legge – sottolinea l’associazione animalista - ha permesso negli anni diversi arresti e sequestri, che restano purtroppo gocce nel mare di un business multimilionario. Un vero e proprio sistema malavitoso su grande scala che va debellato. Un risultato che si può raggiungere soltanto con un sistema di identificazione e registrazione comune fra tutti gli Stati Membri dell’Unione».

Due sono gli obiettivi della petizione collegata all’iniziativa “Protect our Pets”: il primo è «rendere obbligatoria l’introduzione di sistemi nazionali armonizzati per l’identificazione e la registrazione degli animali d’affezione in ogni Stato Membro, basati sul sistema già adottato per gli equini», mentre il secondo è quello di «armonizzare su tutto il territorio UE i requisiti di identificazione e registrazione degli animali d’affezione».

Ricordando che in Italia sono all’incirca 200.000 i cani ospitati nei rifugi, e ben più numerosi sono i gatti abbandonati o randagi, la Lega Anti Vivisezione chiude il proprio comunicato con un appello: «Invitiamo dunque chi veramente ama gli animali ad adottare il proprio migliore amico, anziché acquistarlo».