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FORNOVO

Cagnolino sbranato da un lupo sotto gli occhi dei padroni

di Donatella Canali

21 ottobre 2015, 19:54

Cagnolino sbranato da un lupo sotto gli occhi dei padroni

Il lupo torna a colpire. Ancora un cagnolino, la vittima. Ancora una volta ucciso nel cortile di casa, nel Fornovese in questa occasione, in località Belvedere di Piantonia, nella proprietà di una piccola azienda agricola ai piedi del Monte Prinzera.

Ghighì era il suo cane: la bestiola rappresentava il ricordo, denso d’affetto per tutti i famigliari, di tante scene che l’avevano visto insieme al proprio caro.

«Già la scorsa settimana - racconta la figlia che risiede al Belvedere - il lupo aveva aggredito, in due giorni consecutivi, altrettante galline, che erano libere nel cortile. Mia madre e mio marito l’hanno proprio visto, in pieno giorno. Dopo gli episodi mia madre ha deciso di tenerle chiuse nel pollaio, come hanno fatto anche altre famiglie dei dintorni che hanno avuto lo stesso problema. Ieri invece sentendo il cane abbaiare rabbiosamente è uscita di casa per dirigersi verso i rustici per capire cosa stava succedendo: ed è allora che ha visto il lupo scappare con il cagnolino in bocca. Era un bastardino di piccola taglia, non è stato difficile per l’animale azzannarlo e sollevarlo. Non abbiamo più trovato i resti».

«Quello che ci rimane - oltre al dispiacere di avere perso il cane di mio padre recentemente scomparso, un trovatello che aveva accudito per molto tempo e che lo seguiva nei campi, anche quando usciva con il trattore - è la paura. Abbiamo una nipotina di otto anni che spesso viene dalla nonna. Ci si può sentire sicuri?».

In tutti gli episodi registrati in questa zona è stato avvistato un solo esemplare, probabilmente sempre lo stesso, e non un branco. Ma la serie di segnalazioni analoghe, sempre più frequenti, allarma i residenti in piccole e isolate località di campagna. In molti si chiedono: «Adesso i lupi troverebbero comunque cibo nel bosco, eppure si avvicinano alle case. Cosa accadrebbe se si verificasse un inverno rigido e l’impossibilità di trovare cibo facilmente?».

Come già accaduto in precedenza sul problema si aprirà ancora una volta la discussione, sui social network in particolare, su come affrontare quella che sta diventando, se non un’emergenza, una seria preoccupazione per quanti vivono in zone collinari e montane».

Dolore nel dolore:

il padrone di Ghighì

è deceduto

poche settimane fa