Archivio

baseball

Gerali: «In Asia vivrò due grandi esperienze»

di Andrea Ponticelli

22 ottobre 2015, 22:46

Gerali: «In Asia vivrò due grandi esperienze»

Doppia avventura asiatica per «Gibo» Gerali, il manager del Parma che è anche nel giro della nazionale. Due mesi lontano
da casa, dall'altra parte del mondo, per vivere una doppia esperienza «che mi auguro spettacolare, entusiasmante e istruttiva».
Sabato partirà alla volta del Giappone: dall'8 al 21 novembre sarà il coach della nazionale italiana al Premium12, il torneo organizzato fra le prime dodici nazionali nel ranking della federazione mondiale che si giocherà anche a Taipei.
Due giorni di riposo, e poi sempre a Taipei dal 23 novembre al 20 dicembre sarà il manager dell'All Star Europe che parteciperà agli Asia Games, un torneo a 5 con selezioni di giovani promettenti delle Grandi Leghe giapponesi e del massimo campionato coreano, e una formazione di universitari selezionati dalla federazione di Taiwan.
Gerali, due mesi lontano da casa. Ne vale la pena?
«Sì, senza dubbio. Vivrò due grandi tornei, con un eccezionale livello di gioco e grandi campioni anche tra i giovani. Sarà un arricchimento tecnico e umano».
E come si supera la nostalgia di casa?
«Giocheremo praticamente ogni giorno. Non so nemmeno se avrò il tempo per provare nostalgia di casa. E comunque chi organizza questi tornei considera un punto d'onore mettere tutte le squadre a proprio agio».
Partiamo dal Premium12: quanto è importante per il baseball italiano?
«Molto. Ci andiamo perchè siamo nelle prime dodici del ranking Ibaf: dunque, è un esplicito riconoscimento al nostro batti e corri».
Ma cosa ci guadagnerà il nostro baseball?
«Più che per il nostro baseball, sarà una bella vetrina per i giovani talenti di casa nostra. Avranno molto più spazio perchè avremo a disposizione pochi di quei giocatori con passaporto italiano che giocano in America: sia perchè le regole sui passaporti sono molto più ferree, sia perché molte delle franchigie non hanno dato loro il via libera».
Parmigiani tra i convocati?
«De Simoni. In ballottaggio c'erano anche Sebastiano Poma e Yomel Rivera. ma sono stati scartati»
Per De Simoni una bella opportunità.
«E' un veterano, ma certe esperienze valgono a qualunque età».
Anche per lei come tecnico?
«Ho già partecipato ai mondiali e al World Classic, ma l'entusiasmo e la voglia di imparare sono ancora quelli del primo giorno».
Si gioca a fine stagione...
«Un handicap, certo. Però le date sono state scelte aspettando la conclusione dei campionati professionistici».
Molti non giocano da più di un mese: come si ritorna in forma?
«Andremo in ritiro da sabato. Dovremo sfruttare al meglio la preparazione fino all'inaugurazione dell'8 novembre».
Per arrivare...
«Puntiamo ai play-off».
Su dodici squadre passano...
«...le prime quattro».
Scusi, Gerali, ma le finali ci sembrano irraggiungibili.
«Forse. Le avversarie sono indubbiamente tremende: le giapponesi con fior di professionisti, i cubani con una squadra sempre da vertice, gli Stati Uniti con giocatori di doppio e triplo A che devono farsi vedere dagli scout delle Major. Di fronte a questo ben di Dio dovremo giocare sempre al massimo».
Finito il Premium 12, ecco gli Asia Games...
«... con giovani prospetti dai 18 ai 23 anni».
Il suo ruolo?
«Sarò il manager dell'All Star Europe».
E cosa c'entra l'Europa con un torneo asiatico?
«L'invito è arrivato dopo le ottime prove della selezione continentale contro la nazionale giapponese in marzo. In più è stato determinante il lavoro diplomatico di Fraccari come presidente della federazione mondiale».
Perchè lei è il manager?
«Mi hanno scelto Mazzieri e Steve Janssen, a capo della nazionale olandese».
Un bel riconoscimento...
«Ne sono orgoglioso».
Anche questa una bella esperienza.
«Vedrò alcuni tra i migliori giovani del baseball mondiale».
Lo sarà anche per i nostri prospetti.
«Indubbiamente. Giocheremo sedici partite in venti giorni: e qando si gioca così tanto, non potranno che crescere».
Come sarà composta la squadra?
«Molti olandesi, parecchi italiani, e poi giocatori da Francia, Spagna, Germania, Croazia».
Molte nazioni: geopolitica?
«No. Al di fuori di Italia e Olanda sono migliorate parecchio. Un esempio? Max Kepler, un giovane tedesco che ha debuttato in Major League nei Minnesota Twins».
Come si guida una squadra con tante lingue diverse?
«Con il linguaggio universale del baseball: puntualità, attitudine e voglia di lavorare sono uguali in tutte le nazioni»
Sarà una grande opportunità anche per i convocati del Parma.
«Poma, Noguera e Deotto sapranno approfittarne, ne sono certo»
Premium12 e Asia Games: due ottimi spot per le Olimpiadi?
«Serviranno per fare capire quanto è seguito il baseball. Molti lo identificano solo con gli Stati Uniti. E non sanno quanto sia popolare in Asia».
Lei lo vedrà di persona.
«E sarà meraviglioso».