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Il premio "Libertà Parmigiana" 2015 a Giorgia Benusiglio

22 ottobre 2015, 20:23

Torna il premio “Libertà Parmigiana”, dell'associazione culturale fondata dal giornalista e scrittore Pino Agnetti impegnata da tempo su vari fronti: dall’aiuto diretto alle popolazioni vittime di guerre e di calamità naturali (Haiti, Georgia, Birmania, Giappone, i terremotati dell’Emilia), alla difesa della legalità e dei diritti umani.
A ricevere il premio - già assegnato fra gli altri alla Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi, al sindaco eroe Angelo Vassallo, al professor Alberto Musy e nella precedente edizione al maresciallo dei Carabinieri Giuseppe Giangrande - sarà quest’anno la principale testimonial italiana della lotta alla droga: Giorgia Benusiglio.

“Premiando Giorgia”, spiega Agnetti, “abbiamo inteso premiare innanzitutto il coraggio di vivere. Quello che ha consentito a una ragazza allora appena diciassettenne di uscire da una vicenda drammatica e di trasformare poi con l’aiuto del padre i propri errori in impegno civile e in speranza per gli altri. Ma questo premio è anche un “No” alla droga. Ad ogni droga! E al conformismo dilagante che vorrebbe farci dare per persa la sfida contro il nemico peggiore dei nostri giovani. Un nemico che, invece, può essere affrontato e vinto. Come ci insegna la storia, insieme dolorosa ed entusiasmante, di una ragazza di nome di Giorgia”.

La premiazione, aperta a tutti, si terrà sabato 24 ottobre, con inizio alle 11, nella “Sala Maria Luigia” della Biblioteca Palatina di Parma (Palazzo della Pilotta, Strada alla Pilotta, 3). Saranno presenti anche numerosi studenti di Parma con i quali Giorgia Benusiglio dialogherà e si confronterà proseguendo il cammino che l’ha già portata a incontrare più di 100mila ragazzi di ogni parte d’Italia. “Libertà Parmigiana” ringrazia la Biblioteca Palatina di Parma, segnatamente la sua direttrice Daniela Moschini, della ospitalità. 

Giorgia Benusiglio è nata a Milano il 27 luglio 1982. Diplomata in Lingue, si è laureata in Scienze della formazione primaria alla Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con la tesi in Psicologia della famiglia “Relazioni e comportamenti a rischio in adolescenza”. Nel 1999 è stata miracolosamente salvata da un trapianto di fegato dopo avere assunto una piccola quantità di ecstasy. Da allora, ha deciso di trasformare la sua drammatica esperienza in una lezione di vita al servizio dei giovani e dei giovanissimi. Una missione iniziata con il padre e che ora Giorgia continua a portare avanti da sola “raccontandosi” (lo ha fatto anche nel suo libro “Vuoi trasgredire? Non farti!”) e parlando nelle scuole dei rischi legati all’assunzione di droghe. Affinché quel suo errore possa evitare quello di qualcun altro, offrendo ai ragazzi quella giusta e corretta informazione che lei non ha avuto.

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