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Ladro ucciso dal pensionato: Ris Parma in azione

di Andrea Gianni/Ansa

23 ottobre 2015, 13:46

(ANSA) - MILANO - Si rammarica per «quello che è successo, perchè effettivamente è sempre un ragazzo di 22 anni», ma sostiene anche che bisognerebbe «dare 25 anni» a chi ruba in casa, «perchè non è un furto, ma uno stupro psicologico» e racconta che da 7 anni «ho cominciato a dormire con la pistola sul comodino». E’ quell'arma che Francesco Sicignano, pensionato di 64 anni, ha usato tre giorni fa per uccidere un giovane ladro albanese e che gli è costata l’accusa di omicidio volontario, perchè la Procura è convinta che l’uomo abbia sparato mentre il ragazzo era ancora sulle scale esterne dell’abitazione.

Intanto, a manifestare solidarietà al pensionato di Vaprio d’Adda (Milano) ci ha pensato la Lega che ha organizzato sit-in davanti a molti tribunali, anche in Veneto, compreso proprio quello di Milano dove si è presentato anche il leader del Carroccio, Matteo Salvini. «La proprietà privata è sacra: chi entra non invitato in casa d’altri deve sapere che rischia», ha detto Salvini davanti ad una cinquantina di persone che esponevano uno striscione con su scritto 'La Lega Nord sta con chi si difende'. Al vaglio di inquirenti e investigatori, nel frattempo, ci sono i tabulati telefonici di Sicignano e del ladro, Gjergi Gjonj, che viveva a Trezzo sull'Adda, una manciata di chilometri dalla villetta dove, la notte tra lunedì e martedì scorsi, è stato ucciso. Accertamenti che potrebbero essere utili per identificare i due presunti complici dell’albanese, notati da alcuni testimoni nei pressi dell’abitazione. Gli stessi complici, una volta rintracciati, potrebbero fornire elementi utili per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Tra l’altro, si sta verificando anche se Sicignano avesse già conosciuto in passato la vittima. Gli inquirenti, inoltre, attendono l’esito dei rilievi affidati ai carabinieri del Ris di Parma, degli esami balistici e fotografici e dell’autopsia sul cadavere, fissata per lunedì prossimo.
Dalle prime indagini, coordinate dal pm Antonio Pastore e dal procuratore aggiunto Alberto Nobili, sembra, comunque, confermata l’ipotesi che Sicignano abbia sparato al ladro mentre quest’ultimo si trovava ancora fuori, sulle scale esterne. Mentre l’uomo, a verbale, ha spiegato di averlo colpito quando era già entrato in casa. «L'ho visto in cucina ed era minaccioso», ha detto al pm. Sicignano, poi, parlando con i cronisti ha detto che adesso lui e la sua famiglia vogliono tornare «alla normalità», perchè «la vera colpa non ce l’ha nessuno. Ce l’hanno solo quel branco di idioti che sono giù a Roma - ha aggiunto - perchè basterebbe fare della legittima difesa una legge, dare 25 anni per un reato del genere, uno non viene più a rubare in casa, perchè questo non è un furto, è uno stupro psicologico a me, mia moglie, nipote, i miei figli, i fratelli. Ne abbiamo pieni i c.......».

Per Salvini «la difesa è sempre legittima», tanto che bisognerebbe cancellare anche «il reato di eccesso colposo in legittima difesa» e «se una legge è sbagliata è giusto disubbidire». Il leader del Carroccio, tra l’altro, davanti al Tribunale se l’è presa anche con un cronista Rai: «Fa di tutto fuorchè servizio pubblico, parlo volentieri quasi con tutti tranne che con la Rai perchè porta a casa il canone per fare disinformazione». E ancora: «Sparare non va sempre bene», "quello era clandestino e doveva essere rispedito a casa». Roberto Maroni, infine, ha annunciato che domani «porteremo in Giunta il disegno di legge per il patrocinio gratuito per chi si rende responsabile di eccesso colposo di legittima difesa». L’ accusa a carico di Sicignano, tuttavia, resta più pesante: omicidio volontario.