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«La maglia nel cuore», il bello del calcio

25 ottobre 2015, 06:52

«La maglia nel cuore», il bello del calcio

«La maglia, la «nostra» maglia, aveva allora, come l'ha adesso, un'importanza straordinaria. Ricordo bene come fossero emozionati i miei giocatori quando, nello spogliatoio, arrivavano le proposte di divise nuove. Le guardavamo e studiavamo assieme, orgogliosi e felici di dare il nostro parere, scegliendo quelle che più ci avrebbero rappresentati. Non esito a dire che la consapevolezza di scendere poi in campo, con «quella» maglia addosso, dava più forza e convinzione ai ragazzi. E che i successi del Parma siano anche figli di quell'orgoglio che dalla maglia nasceva».

Nevio Scala era ed è il simbolo di quel Parma. Come lo è di quello attuale. E non poteva che essere lui, allenatore e simbolo del Parma «pulito» che fece innamorare tanti tifosi allora e presidente del Parma «pulito» appena rinato dalle sue ceneri oggi,a prendere per primo la parola ieri mattina alla presentazione di due straordinari volumi «La maglia nel cuore - Parma: i colori di una passione». Un'opera dedicata proprio alle maglie del Parma, divisa in volume 1 e 2, che sarà in vendita assieme alla Gazzetta di Parma. Il primo volume, che raccoglie la storia crociata dalla fondazione nel 1913 fino al 1968 (non a caso un'annata che vedeva il Parma in serie D) è in edicola da oggi. Il secondo, partendo dallo stesso 1968, rivive la lunga scalata che dalle serie minori ha portato fino alla serie A, all'epopea di Scala e dei suoi ragazzi, al grande Parma dominatore in Europa e anche, purtroppo, alle recenti amarezze, fino alla rinascita odierna. Un volume, il 2°, che sarà disponibile nelle edicole, sempre assieme alla Gazzetta di Parma, da sabato prossimo, 31 ottobre.

Alla presentazione dell'opera ieri al Tardini, assieme al presidente Scala e ai due autori, il parmigianissimo Michele Tagliavini e il toscano Carlo Fontanelli, erano presenti anche il vice-presidente del Parma attuale, Marco Ferrari, appassionatissimo tifoso gialloblù da sempre, l'amministratore delegato della Gazzetta di Parma Matteo Montan e il direttore generale del Parma calcio 1913 Luca Carra, per un dibattito moderato dal vice capo redattore della Gazzetta di Parma Stefano Pileri.

Tra le tante storiche maglie appese alle pareti (fornite per l'occasione dal collezionista Francesco Frignani), da parte di tutti è arrivato l'apprezzamento incondizionato per un'opera particolare, ricca di curiosità e spunti, oltre che di dati statistici estremamente accurati, sviluppati lungo il filo conduttore di quei simboli straordinari che, per un club calcistico, sono le sue maglie, i suoi colori, i suoi stemmi. Sempre rinnovati eppure immutabili, moderni e antichi insieme, affascinanti e proiettati nel futuro come legati a mille momenti di vita e di passione.

Proprio di questo, ad esempio, ha parlato il vice presidente Ferrari, ricordando come «le maglie, quelle maglie che sono qui esposte e che nel libro sono riassunte e catalogate, per tutti i tifosi come me sono legate a momenti della nostra vita. Ognuna rappresenta un ricordo, un giorno particolare, un momento. La passione per una squadra porta a volte a fare cose curiose. Ricordo ad esempio quando, dopo la maturità, ero stato un anno negli Usa per studiare: il problema era come fare a vedere le partite del Parma. Era l'unica cosa che mi angustiava. Però - aggiungeva ridendo - mi ero ben organizzato, facendomi spedire le cassette Vhs. Ricordo di aver visto così, di notte, un Parma-Cska, che avevo aspettato con ansia, senza sapere prima il risultato...»

«Inoltre - ha quindi concluso - sono particolarmente lieto di questa collaborazione in atto con la Gazzetta di Parma, che si realizza anche con questi due volumi. E ne sono felice perché, come il Parma è la squadra della città, così la Gazzetta è il giornale della città. Insieme possiamo fare grandi cose».

Un punto, questo, su cui si è soffermato anche l'amministratore delegato della Gazzetta di Parma, Matteo Montan: «Questo nuovo Parma - ha infatti spiegato - ci sta appassionando tutti. Perché è la «notizia perfetta», la notizia bella che fa vendere copie del giornale. Di solito per vendere ci vogliono le tragedie, qui possiamo farlo attraverso cose belle. E poi questo Parma pulito che rinasce e cresce è il simbolo di una città che vuole rinascere, che vuole tornare ad essere protagonista. Siamo fieri di appoggiare questa crescita attraverso lo spazio sempre maggiore che gli diamo sulle nostre pagine, in settori dedicati del nostro sito, nelle trasmissioni di Tv Parma e persino, graditissimo rientro, attraverso le radiocronache di Radio Parma. Questi libri, con l'omaggio che fanno al simbolo più puro di una squadra e una città, la sua maglia, sono un perfetto esempio di questa passione che coinvolge tutti».

E se il direttore generale del parma Luca Carra, dando il la ai due autori per parlare dei volumi, ha voluto sottolineare come «in questi libri ho scoperto maglie che non avevo mai visto, e ho trovato tanti dati importanti e spesso dimenticati», gli autori Michele Tagliavini e Carlo Fontanelli hanno brevemente ricordato come tutto «sia nato dopo le vicissitudini di quest'anno. La vicenda che ci ha portato qui la conosciamo tutti - ha spiegato Tagliavini - noi abbiamo voluto sottolineare come sia la maglia, la «nostra» maglia, l'unica ad essere uscita vincitrice da quella storia, per arrivare alla nuova e bellissima realtà che sta crescendo adesso».

«Da parte mia - ha quindi aggiunto Fontanelli - che parmigiano non sono, ma toscano e tifoso dell'Empoli (comunque una tifoseria storicamente amica di quella crociata/gialloblù) ho accettato con entusiasmo di farmi coinvolgere in questo lavoro: del Parma mi sono già occupato con altre iniziative (il volume «Almanacco Parma 100» e il sito Parma1913.com) ma soprattutto ricordo come, fin da ragazzo, da quella divisa e quella squadra ero incuriosito anche ai tempi in cui erano in C sia il Parma che il mio Empoli. E di quante testimonianze di affetto e vicinanza a questa squadra abbia avuto modo di verificare negli anni. Il Parma, tutto questo, lo meritava». Red. sport