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TIZZANO

I risarcimenti dopo le frane: amarezza, delusione e rabbia

di Beatrice Minozzi

25 ottobre 2015, 06:53

I risarcimenti dopo le frane: amarezza, delusione e rabbia

Amarezza, delusione e tanta, tanta rabbia: questi i sentimenti che trasparivano ieri dagli occhi dei tanti cittadini presenti al Centro Paglia di Tizzano in occasione dell’incontro con i tecnici della Regione che hanno illustrato criteri e modalità di presentazione della domanda per la ricostruzione o la messa in sicurezza di case dichiarate totalmente inagibili in seguito agli eventi franosi del marzo aprile 2013.

Amarezza, perché da quel tragico aprile del 2013 sono passati ormai due anni e mezzo, mentre alle famiglie viene lasciato poco più di un mese per sbrigare le mille pratiche burocratiche necessarie e presentare una domanda di risarcimento. Delusione, perché in molti, ormai, si sentono abbandonati da quelle istituzioni che tanto hanno saputo promettere e ben poco hanno mantenuto. Rabbia, soprattutto dopo aver constatato che i risarcimenti che spettano a chi ha perduto la casa, frutto magari del lavoro di una vita, saranno irrisori e di certo non sufficienti a coprire le spese sostenute, costringendo di fatto i proprietari a imbarcarsi in un mutuo che spesso (soprattutto nel caso dei pensionati) non verrà neppure concesso. A poco sono servite le parole delle autorità presenti all’incontro, tra cui i sindaci dei tre comuni maggiormente colpiti Giuseppe Delsante, di Corniglio, Alessandro Garbasi, di Neviano e il padrone di casa, Amilcare Bodria, ma anche il consigliere regionale Barbara Lori e i tecnici della Regione Guerra, Vecchietti e Caruso.

A dare il benvenuto ai presenti il sindaco Bodria, che ha contestualizzato l’incontro per poi spiegare che i fondi a disposizione - 7 milioni di euro, di cui 5 destinati all’edilizia privata e 2 alla messa in sicurezza degli abitati - derivano da economie di spesa della Protezione Civile. Boria ha poi anticipato che si farà di tutto per concedere proroghe temporali nella presentazione delle domande e che saranno presto riconosciuti altri finanziamenti derivanti da fondi sulla legge di Stabilità da cui si potrà andare ad attingere per i danni del 2013 non ricompresi in questa tornata ma anche per i danni del 2014, per ora totalmente esclusi.

La Lori ha invece ricordato la complessità di una situazione in cui si sono susseguiti «disastri su disastri: terremoti, alluvioni, frane. La Regione, però, è impegnata e continuerà ad esserlo, portando avanti un grande lavoro con il governo e con la Comunità Europea». Delsante ha ammesso che le aspettative, anche quelle dei sindaci, fossero maggiori, ma che purtroppo «la coperta è corta, e tira da tutte le parti».