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Le app di Andrea fanno il giro del mondo

di Laura Ugolotti

25 ottobre 2015, 06:44

Le app di Andrea fanno il giro del mondo

Portano la firma di un giovane - giovanissimo - parmigiano due nuove app, «Immopics» e «Immonotes», rilasciate da Apple Store all’inizio di settembre. Il loro scopo è quello di creare, condividere ma soprattutto proteggere immagini e note sui nostri smartphone. Andrea Carpi, 16 anni, le ha programmate durante l’estate. «Dopo aver completato la procedura - spiega - sapevo di dover attendere alcuni giorni prima della loro pubblicazione ma non ero certo della data. L’ho scoperto per caso, una mattina, mentre ero al mare. Ho acceso il telefono, ho controllato l’App Store ed erano lì. E’ stata una sorpresa e una grande gioia». Per Andrea, studente del Liceo classico Romagnosi, è stato, soprattutto, il traguardo di un percorso che ha avuto inizio tre anni fa, durate una delle primissime lezione di matematica, in quarta ginnasio. «Quel giorno - racconta Andrea - la professoressa Patrizia Aiello ci spiegò i fondamenti della logica, non sol dal punto di vista matematico ma anche nel loro significato informatico. All’epoca non sapevo nulla di programmazione e usavo il computer giusto per scrivere testi». Quella lezione, però, ha innescato in Andrea la scintilla della curiosità. «Mi colpì così tanto che, tornato a casa, cercai di approfondirle. Scaricai Pascal, un linguaggio di programmazione e comincia da lì». Un percorso gestito completamente da autodidatta: «Mi sono appassionato, ho cercato informazioni, seguito lezioni e corsi online dell’Università di Pisa e di Princeton. Fino ad arrivare ad XCode, un programma particolarmente complesso creato da Apple per sviluppare applicazioni per iPhone e iPad». Nonostante il suo talento e a dispetto dei buoni risultati scolastici, Andrea non vive di solo studio: «Ho amici, faccio sport, ascolto musica, suono il pianoforte», spiega; e, soprattutto, va alle feste insieme ai suoi coetanei. Ed è stato proprio durante una festa che ha avuto l’idea delle due app. «Ho visto alcune ragazze scambiarsi il telefonino per guardare foto e video e ho capito che questi dati non sono al sicuro, perché basta avere accesso al dispositivo per farne ciò che si vuole. Fino a che poi le password saranno gestite da server esterni ci sarà sempre in rischio che vengano intercettate e utilizzate». E quando si tratta di dati di minori, nell’era di internet e del cyberbullismo, non si può prendere la questione sottogamba, dice. «Immopics» e «Immonotes» invece gestiscono i dati tramite password criptate all’interno del telefono: «Volevo creare qualcosa di utile. Credo che la sicurezza dei dati sia una delle sfide della programmazione informatica e sicuramente era una sfida con me stesso». Le due app (dopo aver superato le procedure di valutazione e validazione Apple) sono state rilasciate il 4 settembre: «I primi a scaricarle sono stati due giapponesi. Ma ci sono stati download in Usa, Canada, Africa, India. E ovviamente in Europa». La soddisfazione, oltre che di Andrea, è stata anche della professoressa Aiello: «E’ la filosofia della nostra scuola quella di considerare i ragazzi non come vasi da riempire di nozioni ma come un fuoco da far ardere. Alle nostre sollecitazioni ciascuno risponde a suo modo. L’importante è dare loro il metodo e gli strumenti per ragionare». «Sono sempre stato portato per le materie scientifiche e pensavo che alle superiori la scelta sarebbe stata scontata. Quando però sono venuto all’Open Day del Romagnosi non ho avuto dubbi: era la scuola per me». «Non a caso - sottolinea il dirigente scolastico Guido Campanini - Pascal era un filosofo ma anche un matematico». «Andrea - aggiunge - è un ragazzo come tanti, che però ha imparato ad organizzare le sue giornate, dividendosi tra lo studio, gli amici, le passioni». Intanto, il giovane programmatore pensa già ai prossimi step: «Tra non molto uscirà l’aggiornamento delle app in lingua araba che si aggiunge all’italiano e all’inglese. E poi mi piacerebbe creare un piccolo gruppo per continuare a sviluppare idee: se siamo in tanti ciascuno può portare il proprio contributo».