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cinema

The walk

Una folle sfida con se stessi e con il mondo

25 ottobre 2015, 06:50

«E' impossibile. Ma lo farò».

C'è l'irresistibile tentazione di vivere sul filo (che è concetto metaforico, condizione esistenziale) così come la forza invincibile dei sogni e il pericolo devastante (e arrogante) dell'ossessione, in «The walk», il film - perennemente sospeso (come il fiato dello spettatore) - con cui il grande Robert Zemeckis (mai sentito parlare di «Ritorno al futuro» e «Forrest Gump»?) eleva l'impresa incredibile del funambolo francese Philippe Petit - che unì con una corda le Torri Gemelle per camminare nel vuoto a 415 metri di altezza - in opera d'arte, in qualcosa di assurdo e sublime: non solo una folle sfida con se stessi e col mondo, ma un atto anarchico e (pacificamente) rivoluzionario, alla ricerca di una bellezza che lascia attoniti ma non ammette rete, perché «in scena non si mente», perché il pubblico, in bilico sul ciglio dello stupore, non merita di essere ingannato.

E' un brivido più teso di una fune quello che taglia in due «The walk», un film sull'incredibile che può diventare reale (proprio come il cinema, altro mestiere dell'«impossibile»), una pellicola avvincente, esaltata da un uso finalmente spettacolare del 3 D, che Zemeckis pensa in verticale e costruisce (specie nella parte centrale) come un divertente «heist movie» (alla «Ocean's eleven»), regolando le lancette del tempo sul 1974. Quando un funambolo irriverente (un ottimo Joseph Gordon-Levitt, che nella versione originale sfodera un signor accento francese) ideò il piano per realizzare il grande sogno della sua vita: esibirsi tra le Twin Towers (di cui il film è un commosso omaggio), i grattacieli più alti del mondo che facevano il solletico al cielo di New York.

Una storia già raccontata da un bellissimo documentario da Oscar («Man on wire») che Zemeckis traduce in un film emozionante dove sottopone la cinepresa ad ascensioni e picchiate spericolate, cogliendo il senso stesso della vertigine. E pazienza se sotto c'è il vuoto, il nulla, la fine: per fortuna esiste ancora chi sa stare in equilibrio sul filo sottilissimo dell'utopia.

Giudizio: 4/5

SCHEDA
THE WALK
REGIA: ROBERT ZEMECKIS
SCENEGGIATURA: ROBERT ZEMECKIS E CHRISTOPHER BROWNE DAL LIBRO «TO REACH THE CLOUDS» DI PHILIPPE PETIT
INTERPRETI: JOSEPH GORDON-LEVITT, CHARLOTTE LE BON, BEN KINGSLEY, STEVE VALENTINE, CLEMENT SIBONY
Usa 2015, colore e b/n, 2 h e 3'
GENERE: BIOGRAFICO
DOVE: THE SPACE BARILLA CENTER, THE SPACE CAMPUS