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cinema

Viva la sposa

Opera fatalista e provocatoria

di Giulia Ciccone

25 ottobre 2015, 06:50

E’ un’umanità affannata e stanca, che si aggrappa ad ogni briciolo di speranza, pur di continuare a vivere. E’ l’Italia che racconta Celestini, in un’opera seconda fatalista e provocatoria. Presentato a Venezia, coprodotto dai fratelli Dardenne, è interpretato da Alba Rohrwacher.

Il regista racconta la difficile esistenza del sottoproletariato. Ma le troppe storie (malamente) intrecciate invece di unirsi in un discorso di protesta, finiscono per confondersi in un’opera dalla forma vaga. Film corale, dove tanti personaggi vivono di espedienti nella periferia di Roma. C’è un teatrante che beve e finge di voler smettere, una prostituta che non sa chi è il padre di suo figlio, il figlio della suddetta (e forse del teatrante) che inizia la carriera del borseggiatore, insieme a tanti altri piccoli truffatori e uomini persi. Ultima è la Sposa, sconosciuta bellezza nordica, che con le sue apparizioni porta speranza in vite devastate. Film ricco di buone intenzioni e potenzialmente promettente, appare purtroppo frammentario e trascinato tra personaggi che spariscono improvvisamente e accenni di critica sociale mai argomentati. Rimangono la bella fotografia di una Roma nascosta e l’apprezzabile tentativo di dare voce ad un’Italia senza speranza, se non la sopravvivenza.

Giudizio: 2/5

SCHEDA
VIVA LA SPOSA
REGIA: ASCANIO CELESTINI
SCENEGGIATURA: ASCANIO CELESTINI, MASSIMILIANO STURIALE
INTERPRETI: ASCANIO CELESTINI, ALBA ROHRWACHER, SALVATORE STRIANO, FRANCESCO DE MIRANDA, VERONICA CRUCIANI
Italia, Francia, Belgio 2015, colore, 1 h e 25’
GENERE: DRAMMATICO
DOVE: CINEMA EDISON D’ESSAI