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san leonardo

Inciviltà in via Monte Corno

di Beppe Facchini

26 ottobre 2015, 20:14

È da circa un mese, ormai, che via Monte Corno è ostaggio dei rifiuti. Il bidone azzurro per la raccolta differenziata della carta all’incrocio con via Trento trabocca non solo di carta, ma di qualsiasi genere di scarto, circondato da spazzatura di ogni tipo. Su uno dei sacchetti abbandonati per strada, poi, ci sono persino degli escrementi e forse è anche per questo che nessuno, finora, si è mai sognato di fare un po’ di pulizia.
«È uno schifo» si sfoga senza mezzi termini Antonella Fusco, titolare del ristorante vegano «Apriti Sesamo», che non ne può più. «Ho scritto a Iren, che a sua volta mi ha rimandato ai vigili ambientali – spiega –, ma ad oggi non si è ancora presentato nessuno. Molta gente passa di qua ma se ne frega di questa situazione». Per lei, imprenditrice appassionata del suo lavoro da 19 anni, il limite di sopportazione è ormai stato superato da un pezzo.
E nonostante tutto continua ad andare avanti con la raccolta differenziata seguendo le indicazioni dell’amministrazione, malgrado le cifre esorbitanti sborsate ogni anno proprio per la tassa sui rifiuti. «Cerco di tenere la strada pulita e pago pure per gli incivili», prosegue lo sfogo della signora Fusco, la quale, poco dopo, mostra tutti i suoi bidoncini in ottime condizioni nascosti nell’atrio interno vicino al ristorante per evitare che i passanti, come avvenuto troppo spesso in passato, lascino i loro rifiuti dove non dovrebbero.
«Al di là del fatto che questa situazione potrebbe creare danni alla mia attività, qui si parla di decoro: non sopporto vivere così, la questione dovrebbe interessare tutti». Ma evidentemente non è così. In alcuni civici della stradina tra stazione e via Trento, da tempo sempre più trafficata (manco a farlo apposta, proprio nel bel mezzo dello sfogo della signora Fusco, è passato un folto gruppo di persone con accento inglese appena scese dal treno e costrette a sfilare tra i sacchetti della spazzatura), abita gente probabilmente poco interessata a certi aspetti. Gente straniera, spiega ancora la ristoratrice, che forse non ha ancora ben compreso il funzionamento del porta a porta e che quindi lascia davanti ai propri portoni rifiuti anche quando non dovrebbe. Vetro compreso.
Di fronte a un civico di via Monte Corno, ad esempio, ci sono decine di bottiglie che si potevano benissimo buttare nella campana verde poco distante. E si tratta di una costante. Perché, si chiede allora la signora Fusco, nessuno cerca di andare incontro ai residenti stranieri della zona per spiegare, nella loro lingua, cosa è necessario fare per evitare discariche a cielo aperto? «La storia del 70% di differenziata è una balla – sostiene la ristoratrice esasperata –: si parla troppo spesso del centro storico, ma bisognerebbe anche vedere tutto lo schifo che c’è intorno».