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Wifi, Apple rischia la class action

26 ottobre 2015, 18:21

Wifi, Apple rischia la class action

Reduce da una multa di 234 milioni di dollari per violazione di brevetti, Apple potrebbe ora dover fronteggiare una class action in Usa a causa di una nuova funzione che porta l'iPhone a usare la rete cellulare per connettersi a internet se il segnale Wi-Fi è debole. Nelle intenzioni della Mela, la novità consente un collegamento migliore, ma secondo l'accusa fa salire le bollette telefoniche, senza che gli utenti ne siano stati adeguatamente informati.

Nella denuncia, depositata in un tribunale di San José (California), i querelanti William Scott Phillips e Suzanne Schmidt Phillips sostengono che l'ammontare della causa supera i 5 milioni di dollari, legati ai costi sostenuti dagli utenti per colpa del «Wi-Fi Assist». Si tratta di una funzione, disabilitabile, che Apple ha introdotto con il nuovo sistema operativo iOS 9: porta iPhone e iPad ad usare in automatico la connessione dati cellulare se il Wi-Fi a cui si è collegati ha un segnale debole.

La connessione Wi-Fi è gratuita ma la connessione cellulare, cioè attraverso la rete del gestore telefonico, è a pagamento. Di solito l'operatore offre a prezzo fisso un tot di traffico dati mensile o settimanale, ma se questa soglia viene superata la bolletta inizia a salire. Dopo le prime lamentele ricevute, Apple ha precisato l'argomento sul suo sito, ma secondo l'accusa le spiegazioni via web non sono sufficienti e comunque sono arrivate in ritardo.

Sul fronte giudiziario non è un buon momento per Apple. Dieci giorni fa una giuria federale Usa ha imposto alla casa di Cupertino un risarcimento da 234 milioni di dollari per aver violato alcuni brevetti dell'università del Wisconsin relativi ai processori di iPhone e iPad, una decisione contro cui la compagnia ha deciso di ricorrere in appello.

La settimana scorsa, invece, Apple si è vista costretta a rispondere a un giudice di Brooklyn che le chiedeva di sbloccare l'accesso a un melafonino coinvolto in un'indagine, così da accedere alle informazioni in esso contenute. La Mela ha spiegato di non poterlo «tecnicamente» fare su tutti quegli iPhone - e sono il 90% del totale - con sistema operativo iOS 8 o iOS 9, che sulla scia del Datagate sono stati resi anti-intrusione. Per i telefoni con iOS più vecchio lo sblocco sarebbe possibile ma ciò, ha sottolineato la società, «minaccerebbe il rapporto di fiducia tra Apple e i suoi clienti». Un danno alla reputazione che si tradurrebbe in un danno economico.

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