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Gazzetta Scuola

Noi del Bocchialini alla transumanza

27 ottobre 2015, 21:10

Noi del Bocchialini alla transumanza

L a transumanza è la migrazione di una mandria di animali, bovini in questo caso, da uno spazio libero in montagna alla stalla dove trascorreranno il periodo invernale. E’ una pratica tradizionale ormai in disuso nel nostro Appenino, ma negli ultimi due anni la famiglia Abiondi, proprietaria dell’azienda agricola biologica Montagnana situata a Ravarano ha deciso di riproporla per farla conoscere a tutti gli abitanti della valle e non solo, coinvolgendo anche una ventina di studenti. Grazie alla collaborazione tra Nicholas Abiondi e il professor Riccardo Mantovani, docente di Zootecnia presso l’Itas «F. Bocchialini», l’evento ha preso forma e la quinta C dell’istituto tecnico agrario di Parma, il 22 ottobre scorso, si è recata al passo del Cirone per incontrare la mandria e i cavalieri che la conducevano. Anche la preside del «Bocchialini» Annarita Sicuri per un buon tratto ha seguito la transumanza insieme a noi. Gli animali erano partiti poco prima dal monte Tavola dove sono stati durante il periodo estivo. Il gruppo era composto da quarantatré manze di età inferiore ai tre anni di varie razze tra cui frisone, brune, pezzate rosse italiane e vari incroci. Una decina di uomini a cavallo, tra parenti e amici del proprietario, collaboravano per indirizzare la mandria sul giusto percorso. Dopo qualche istruzione su come comportarci ci hanno spiegato come muoverci con gli animali e anche noi abbiamo potuto contribuire alla buona riuscita della transumanza mantenendo il gruppo compatto lungo la strada. Le tre giornate sono passate velocemente, complici il tempo meraviglioso e i posti affascinanti, che in questa stagione regalano spettacoli davvero sorprendenti dal punto di vista paesaggistico. Quando si arrivava nel posto prescelto per l’accampamento si montavano le tende, si costruiva un recinto di paletti di ferro e nastro elettrificato per le manze e ci si preparava per la cena e per la notte. I pasti erano a base di prodotti tipici del posto: salumi, formaggi, polenta e castagne, anche per poter riscaldare la sera che portava con sé il freddo. La notte la temperatura scendeva, ma grazie a un buon equipaggiamento dormire non è stato un grosso problema. Ogni giorno percorrevamo una decina di chilometri passando per il passo Sillara, il monte Cervellino e il monte Scarabello. In queste occasioni, quando si cammina, si fatica e si vive insieme lontani dalla quotidianità e dalla tecnologia, c’è spazio per le relazioni umane. Infatti tra studenti, professori e cavalieri si è instaurato un clima amichevole, che ha permesso di vivere serenamente tre giorni di avventura! Solamente la mattina dell’ultimo giorno è stata un po’ burrascosa, dato che al risveglio il recinto delle manze era vuoto. Probabilmente gli animali spaventati da qualcosa, un lupo o un cane…, hanno sfondato il nastro e si sono dispersi nei luoghi limitrofi. Metà dei capi sono stati ritrovati in poche ore, mentre i restanti sono stati ricondotti nella stalla con un giorno di ritardo. All’arrivo a Ravarano, il giorno 24 ottobre, siamo stati accolti dalle tante persone che hanno seguito l’evento, con le quali abbiamo festeggiato partecipando ad un caloroso rinfresco da loro organizzato. Un ringraziamento va a tutti i professori che si sono resi disponibili ad accompagnarci in una gita fuori dal comune, alla scuola che ha autorizzato questo progetto dimostrando grande fiducia negli studenti e all’azienda Montagnana, che ha deciso di coinvolgerci in un evento così particolare.