Archivio

Lutto

Addio a Ettore, il primo detective di Parma

30 ottobre 2015, 12:35

Addio a Ettore, il primo detective di Parma

Lorenzo Sartorio

Una vita avventurosa ricca di tanti episodi rocamboleschi e singolari. La vita che può aver condotto un detective d’assalto con alle spalle tanti anni di lavoro. Ettore Passaretti, il primo che nella nostra città svolse ufficialmente la professione di investigatore privato, è deceduto nei giorni scorsi all’età di 75 anni. Nativo di Fondi (in provincia di Latina), dopo avere svolto da ragazzino le mansioni di apprendista nella bottega di un falegname, si mantenne agli studi in Svizzera dove conseguì il diploma di investigatore che gli consentì di intraprendere una lunga carriera, sia in Italia che all’estero, collaborando con «Federpol». A Parma giunse 43 anni fa aprendo un’agenzia in borgo del Parmigianino che, quando decise di ritirarsi in pensione, cedette al gruppo Ponzi. Tanti e davvero ricchi di suspense gli episodi che videro all’opera il detective parmigiano, dinamiche che sarebbero state sicuramente ottimo materiale per un libro. E Passaretti, quei tasselli della sua professione, li ricordava tutti mettendo a fuoco situazioni, persone e momenti, a volte imbarazzanti, ma che facevano parte del suo mestiere. Amava tantissimo il proprio non certo facile lavoro, come era pure molto affezionato alla famiglia: alla moglie Maria Domenica, ai figli Michele, Maria Grazia e Gian Luca e ai nipoti Amanda, Sofia e Vladislav. Non solo. Era anche molto legato all’amata sorella Rosa che vive in Sicilia. Persona allegra, spiritosa, possedeva humor e sarcasmo eccezionali che lo hanno accompagnato anche nella malattia dove ha mostrato tanta dignità ed altrettanto coraggio. Passaretti coltivava anche un grande hobby: la falegnameria e il restauro. Infatti, gli insegnamenti ricevuti da ragazzo nella bottega del mastro falegname, non li aveva certo dimenticati. Quindi si cimentava spesso, per diletto, nel creare e restaurare mobili tanto da ricavare deliziosi manufatti ammirati e apprezzati dagli amici che gli andavano a far visita nella sua casa di Gainago dove si dedicava anche alla cura del giardino e dell’orto.